Puglia: il Pd, Nichi Vendola e i gay in politica

Nichi Vendola è un leader politico italiano che si è fatto largo negli ultimi anni tra le macerie della sinistra, è stato fatto fuori dagli stalinisti in Rifondazione, ha contribuito a fondare Sinistra e Libertà, è il presidente uscente (che orrore la parola "governatore") della Puglia e domani si scontrerà con Francesco Boccia nelle primarie per scegliere il nuovo candidato di centrosinistra.

Vendola è gay, lo sanno tutti e lui non ha mai fatto mistero del proprio orientamento sessuale; ma sarebbe riduttivo e anche un po' ridicolo dire che è un "politico gay". Quello che mi interessa sottolineare è che si tratta di un uomo gay che è emerso con le proprie qualità come personalità politica di primo piano - nella lotta alla criminalità, nell'impegno per i giovani e per il rilancio economico, nella difesa dell'ambiente e del territorio - senza dover nascondere il proprio orientamento sessuale.

Ecco, se mai un gay dichiarato riuscisse a diventare presidente del Consiglio, quello potrebbe essere Vendola, che tra l'altro non fa del proprio orientamento una bandiera, piuttosto lo rivendica come una parte del suo essere, un po' come i baffi di D'Alema. Proprio l'ex ministro degli Esteri sta tentando di sostituire Vendola - che pure ha ben governato in cinque anni - con un centrista, Boccia, per stringere un accordo con l'Udc.

Le primarie di domani diranno se l'operazione è riuscita o se, invece, l'elettorato del Pd, specie nelle regioni meridionali, è alternativo all'Udc di Casini e di Cuffaro. Sarebbe una sconfitta politica per D'Alema, ma soprattutto l'ennesimo segnale di una società civile che è più evoluta e moderna dei politici che la rappresentano.

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