L'erotismo del corpo maschile. Gli scatti di Giovanni Fersen

L'erotismo del corpo maschile. Gli scatti di Giovanni Fersen

Il corpo maschile racchiude in sé le più svariate forme della natura, ma queste forme necessitano di un occhio curioso e attento per poter essere svelate nel loro mistero. Il mix vincente credo sia il suo impatto a livello erotico non propriamente fine a se stesso, ma inteso come mezzo di una comunicazione che può essere estetica o basarsi su altre forme espressive.

Così ci dice Giovanni Fersen che, tramite le immagini, sta compiendo un percorso di approfondimento della bellezza del corpo maschile e, al contempo, di se stesso:

Amo essere creativo e comunicare nelle più svariate forme. Sto intraprendendo una ricerca continua e quasi ossessiva sulla mia persona. La questione è capire cosa la mia immagine significhi per me e per gli altri e quanto è in grado di trasmettere. Aspetti di me che spesso ho solo intravisto e solo una ricerca più approfondita è in grado di dare delle risposte...o di generare nuove e ardite questioni. Questa sperimentazione inizia con una serie di autoscatti per confluire in vere proprie progettazioni grafiche più o meno empiriche. Apparentemente non esiste uno stile ben preciso, il che può essere contestato. Ma la mia caratteristica in questo momento è sperimentare, decontestualizzare, andare verso il disordine degli stili per privarli del loro paravento. Parlo di una ricerca interiore ed esteriore, non di opere d'Arte. Fermo restando che Arte è sempre e comunque comunicazione.


L'erotismo del corpo maschile. Gli scatti di Giovanni Fersen
L'erotismo del corpo maschile. Gli scatti di Giovanni Fersen
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L'erotismo del corpo maschile. Gli scatti di Giovanni Fersen
L'erotismo del corpo maschile. Gli scatti di Giovanni Fersen

Ho trovato particolarmente interessante la collezione Corpus Domini in cui il corpo maschile denudato e, spesso, considerato via di perdizione viene accostato ad un concetto sacro. Dice l'autore:

Il significato è ambivalente. La religione cristiana si è appropriata, in un passato ormai remoto, della simbologia pagana per comunicare o imporre in termini noti al volgo, messaggi nuovi. È quello che faccio pure io: uso simbologie cristiane – come ad esempio il martire – per mostrare coloro che oggi sono perseguitati in alcuni paesi e disprezzati in altri per il semplice fatto di essere omosessuali o che la pensano diversamente, come è successo per gli eretici o i perseguitati politici. Ed era proprio il corpo che veniva umiliato. Questi martiri non indossavano mutandoni come spesso si vede nella storia dell'arte. Erano mostrati alla gente completamente nudi, come segno di sottomissione e soprattutto di umiliazione pubblica. Un gesto che può rientrare nelle perversioni umane e ci ricorda l'unione inquietante e ricorrente tra il sesso e la morte.


L'erotismo del corpo maschile. Gli scatti di Giovanni Fersen
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