L'amore tra Aristej e Stefan in Oltre, romanzo gay di Vincenzo Perrellis

Copertina del libro Oltre di Vincenzo PerrellisCon una dedica ai genitori che gli hanno insegnato ad essere libero inizia il romanzo Oltre di Vincenzo Perrellis, da poco in libreria per i tipi della Pellegrini editore. Il romanzo affronta il tema dell'amore gay nel Cinquecento in una comunità albanese della Calabria

“Era comune tra maschi, durante l'adolescenza, cercare il confronto, scoprire la maturità sessuale, dimostrata e sancita attraverso rapporti che assumevano il valore di riti iniziatici. Con la maturità avrebbero rinnegato il disordine della natura umana per adattarsi all'ordine sociale. I coetanei, già da diverso tempo, si scambiavano commenti sulle ragazze [...] Tra Stefan e Aristej era diverso. Erano entrambi ventunenni e i giochi segreti continuavano regolarmente [...] La lotta libera era l'occasione più adatta per esaltare la virilità e rotolare i corpi sudati sulle rive di torrenti bordati da sambuchi e ginestre dall'odore intenso” (pag. 18)

Stefan e Aristej, quindi, non vogliono rinnegare il disordine della natura umana né adattarsi all'ordine sociale, ma desiderano vivere il loro amore, fino alle estreme conseguenza. Ci siamo soffermati a parlare del libro con l'autore, Vincenzo Perrellis.

Raccontaci qualcosa di te...
Sono nato e vivo a San Martino di Finita, comunità italoalbanese in provincia di Cosenza. Ho studiato Lingue e letterature Straniere a Firenze, dove ho vissuto otto anni. Per un periodo ho tralasciato gli studi impegnandomi in politica con la sinistra extraparlamentare, con il movimento studentesco, la Pantera del ’90, e nell’associazionismo glbt: Arcigay di FI e LILA. Ripresi gli studi a Cosenza mi sono laureto in Lingue e Letterature Straniere, il 1997. Il 2005 ho conseguito il master di II livello in Operatore Linguistico Culturale di Area Arbereshe presso l’Università della Basilicata. Lavoro a progetto come Operatore linguistico culturale presso il Comune e insegno Lingua e Cultura Albanese nelle scuole elementari e medie. Da diversi anni sono attivista dell’Arcigay Calabria, attualmente con il ruolo di Responsabile Cultura. Sono anche impegnato nel campo delle tradizioni popolari e sono responsabile di un gruppo di ricerca musicale arbëresh Voka e Vjetër (Antica Melodia) dove ho il ruolo di cantore.

... e raccontaci qualcosa del tuo romanzo “Oltre”
Il romanzo è nato come momento personale di riflessione su valori e disvalori che la società esprime, sul rapporto conflittuale con l’ambiente in cui tuttora vivo. Ho ambientato il romanzo nel ‘500 giusto per esasperare le conseguenze della scelta di vivere un amore omosessuale e della sua accettazione da parte degli altri, anche se in profondità non è cambiato molto. Il razzismo e l’omofobia persistono in Europa e specialmente in Italia, dopo quasi un secolo di lotte e conquiste. E si pensi agli effetti devastanti cui hanno portato nell’Europa dell’Est e in alcuni paesi islamici del Medio-oriente e dell’Africa!

“Oltre” è stato definito “un romanzo gay vero”: secondo te è una definizione che corrisponde alla realtà?
Di vero, oltre al contesto storico e culturale in cui è ambientato, vi è la discriminazione verso etnie , religioni e amori diversi, temi, purtroppo, di grande attualità. Ma soprattutto è reale la tragicità della vita caratterizzata dall’atavico dualismo tra il bene e il male, la giustizia e l’ingiustizia, la spontaneità dei sentimenti e le rigide leggi morali e istituzionali, valutati da punti di vista e interessi spesso contrapposti, la felicità e il dolore, ciò che Enrico Oliari, nella sua recensione, chiama “l’equilibrio delle cose, la realtà della vita”. Tutti i personaggi principali del romanzo si trovano a dover fare delle scelte che riguardano la loro dignità, i sentimenti, gli affetti, che alla fine prevalgono, pur con conseguenze molto dolorose.

Pasolini diceva: “Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede”. Il tuo animo di scrittore, cosa ti dice della situazione dei gay italiani?
Pier Paolo Pasolini, Mario Mieli, Massimo Consoli e altri ancora, sono stati i pionieri della lotta per l’affermazione dei diritti civili e il rispetto della dignità umana, in una fase di grandi cambiamenti ma anche di resistenze tradizionaliste molto forti. La loro denuncia dell’ingiustizia sociale, pur al prezzo d’immensi sacrifici, e nel caso di Pasolini della propria vita, ha spianato la strada alle generazioni successive. La perdita di riferimenti politici e ideali odierni non comporta necessariamente una perdita di valori. Non credo che si possa mai rinunciare a ciò che si è già conquistato. Le istituzioni statali e religiose in Italia, attraverso la politica, contrattaccano le rivendicazioni di diritti civili e democratici solo per coprire i loro profitti, legali e illegali, e la crisi che il sistema economico ha ingenerato. Il caso di Rosarno è emblematico! Capire la realtà ci permette di collocare e comprendere noi stessi, le nostre aspirazioni. Come succede ai miei personaggi, alla fine conviene lottare, perché nulla è concesso per natura, e la vita come i propri sentimenti sono beni preziosi e irrinunciabili.

Consiglia ai lettori di Queerblog un libro e un film
Credo che nella lettura critica di ogni libro e visione di film bisognerebbe chiedersi: ma ha tenuto conto della nostra realtà, o no? Purtroppo, finora lo fanno quasi esclusivamente scrittori e registi gay. Meno male che anche in Italia sono sempre in aumento. Sono loro che bisogna premiare e stimolare. Autori e registi da consigliare ce ne sarebbero tanti. Tra i più recenti, come libro Le favole non dette di Vladimir Luxuria; come film Diverso da chi? di Umberto Carteni.

Vincenzo Perrellis
Oltre
Luigi Pellegrini Editore, 2009
pagine 128, euro 15

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