Oggi sposi

C'è chi, in un momento come questo di estrema precarietà, ha voglia ancora di credere, di fidarsi, di lasciarsi andare, di creare qualcosa di solido. Soprattutto per quanto riguarda la sfera privata. Perché almeno lì, vi prego, che ci sia un posto sicuro dove approdare e sentirsi completamente se stessi.

Ed ecco che capita che la sottoscritta viene invitata ad un matrimonio.

Due palle direte voi. Una festa che non finisce più, il parentame, abbigliamento scomodo per ore infinite, gente che non si conosce. La solita coppia che magari neanche si ama così tanto, che sta insieme da anni e si sposa perchè così si conviene. O magari per paura di restare zitelle. Ancor peggio: per far contenti mamma e papà. A volte ci scappa persino qualche gay represso (frocio non si può più dire, per questo si legga il prossimo post ndr). E a noi che invece, pur volendo non ci possiamo sposare, non resta che un ruolo da comprimari o da osservatori davanti a coppie etero spesso anche un po' tristi.

Ma capita che questa volta sia diverso.
Capita che la coppia sia formata da un lui e un altro lui. Che decide di organizzare un matrimonio VERO E PROPRIO in grande stile. Come quello che ha organizzato mia sorella ammorbando tutta la famiglia per mesi (durato ovviamente poco più di un anno). Come quello che le bambine che fanno danza e frequentano le scuole private sognano da piccole. Come quello che anche molti gay continuano a sognare.
Un amore nato poco meno di un anno fa. Di quelli travolgenti e positivi che riescono a convincere anche l'animo più sfuggente e scettico. Di quelli che fanno la gioia degli innamorati da una vita.
Ricevo l'invito di questo caro amico e con lui gioisco, per il coraggio e la fortuna. Elementi entrambi che so essere meritati. Ma, superficialmente, immagino a qualcosa di meno grandioso e significativo. Avevo dimenticato che avevo di fronte un grande organizzatore di eventi e che una cosa del genere l'avrebbe portata avanti alla grande.
Sabato scorso, dopo aver raggiunto questa villa affacciata sul mare presa in prestito per l'occasione, sono stata da subito catapultata in un matrimonio davvero unico.
Dress code: tutti vestiti di bianco. Cocktail in piscina, costumi , pareo, bagni, musica di sottofondo. In prime time cambio d'abito per tutti. Chiaro, siamo in prima serata e si va in scena. Gazebo come nella migliore tradizione americana. Lì si celebrerà il matrimonio, officiata dall'avvocato della coppia, che non ha redatto una semplice scrittura privata. Quello lo sanno fare tutti. Ha messo su un equipe di 5 professionisti tra legali e notai per studiare e redigere un contratto che potrebbe rappresentare un'innovazione incredibile nella storia della giurisprudenza. Ma questa è un'esclusiva che solo qui ci permettiamo di accennare, dato che la sottoscritta sta pensando e tramando di farne un'inchiesta. Una chicca per voi che aprofondiremo più avanti.
Parole, promesse, poesie, commozione, emozione, lo scambio delle fedi, le parole dei testimoni, la firma del contratti, il bacio, il lancio delle ghirlande di orchidee, la musica, gli abbracci, gli amici. Non c'è un matrimonio più bello di quello dove accanto si hanno solo le persone più care (altro che zii) e dove tutti sono a loro agio. La cena, la bomboniera (una t-shirt nominativa per tutti gli invitati con un logo disegnato dallo sposo con le iniziali della coppia), i balli, la musica dal vivo, i fuochi d'artificio, la torta. Sabato sera si è respirata un'aria diversa, si è segnato un punto verso il progresso e il futuro, pur nello stile tutto tradizionale del matrimonio in stile. Altro cambio d'abito e tutti in discoteca a ballare. Il bianco sempre di rigore.
Due uomini si amano e hanno deciso di sposarsi, in barba ad un paese che non li riconosce e non li vuole riconoscere. Se ne sono fregati e hanno aggirato l'ostacolo. Hanno ottenuto quello che volevano. Hanno festeggiato come meritavano. Hanno brindato come è giusto che si faccia all'amore. Che sia di esortazione per noi tutti. Se qualcosa lo si vuole, non occorre aspettare che qualcuno ci dia il permesso. L'amore basta a se stesso. Con l'aiuto degli amici e di un bravo event manager poi, è tutto più facile. Alzo i calici per loro e per chi, spero tanti, verranno dopo di loro.

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