Flop della manifestazione a sostegno della coppia gay che digiuna per ottenere diritti

Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia

La manifestazione di sostegno per Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia – che, ricordiamo stanno facendo lo sciopero della fame per ottenere risposte dai vertici dello stato, in merito alle varie proposte di legge per regolare le unioni gay – tenutasi ieri sera a Roma, è stata un buco nell'acqua: pochissimi partecipanti. Come purtroppo (troppo) spesso accade in Italia, il movimento gay è diviso e pare che ognuno sia interessato solo a portare acqua al proprio mulino.

C'è anche chi non ha partecipato alla manifestazione di sostegno perché non concorda con la strategia politica della coppia. Tra questi, Enrico Oliari, presidente di GayLib, che in un comunicato stampa, espone il suo punto di vista:

“Non concordo con la strategia politica di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia di digiunare per ottenere il matrimonio gay, poiché sono convinto che, accanto alla condivisibile lotta di principio, vi siano un sensazionalismo ed un personalismo fini a sé stessi. I due ragazzi di Savona hanno sempre agito in modo autonomo ed improvviso, pretendendo l’appoggio delle associazioni tramite comunicati stampa e solo a iniziativa decisa. Non è così che si fanno le cose. Credo infatti nella lotta coltivata con il dialogo e con la sensibilizzazione e, come giustamente ci disse lo stesso presidente Fini, portata avanti con la dovuta gradualità, specie se si tiene in considerazione della complessità del nostro tessuto sociale”.

Da un lato, quindi, abbiamo il desiderio di una coppia gay (e di molte altre, a dire il vero) che lotta per coronare il proprio sogno; dall'altro ci sono le associazioni gay che portano avanti una politica (più o meno condivisibile) che è fatta anche di compromesso. In tutto questo, dove si collocano i lettori di Queerblog?

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