L'Italia ha bisogno di figli, non di ricchioni

L'omofobia corre su FaceBookIl titolo del post è lo slogan, profondamente culturale, di un gruppo su FaceBook che si chiama Io sono omofobico. Come ben sappiamo, purtroppo, l'omofobia corre anche su FaceBook e il gruppo che segnaliamo è solo l'ultimo (in ordine di tempo). Del resto, FaceBook accetta il termine ricchioni ma censura la parola queer. La descrizione del gruppo Io sono omofobico (che non linkiamo per evitare di dargli altra pubblicità) è la seguente:

“un gruppo per tutti quelli che provano disgusto nel vedere due uomini che si baciano, per uomini virili, che amano la birra, il barbecue, LA FIGA e che non hanno perso le palle per strada come tanti sfigati che vanno in giro a professare la tolleranza a tutto e tutti”.

Spiegazione che mi sembra ancora più triste, dal momento che gli uomini virili sono quelli che si ubriacano di birra, che fanno il barbecue (tipo casalinghe disperate) che sono intolleranti e che, dulcis in fundo, non sono interessati alle donne, ma solo alla loro vagina. Il che la dice lunga su questi tipi (come anche è significativo il fatto che come logo utilizzano un'immagine coperta da copyright...)

Sappiamo benissimo che di persone che non connettono il cervello alla bocca (e alla tastiera) il mondo è pieno, ma questo gruppo (che vi invitiamo a denunciare nel caso vi ci imbattiate) può offrire lo spunto per una riflessione che si potrebbe sviluppare nei commenti: come reagite quando vi trovate dinanzi a gruppi del genere (sia su FaceBook che su altri social network)? E quando vi imbattete nei più triti e volgari e stupidi luoghi comuni verso noi gay, lesbiche, bisessuali, transessuali (in una parola queer) qual è la vostra reazione?

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