Per i cittadini GLBT si chiude un anno senza diritti


La prima notizia a tematica gay che apre il 2009, strano ma vero, riguarda il Vaticano: i preti omosessuali. Lo psichiatra Vittorino Andreoli scrive un articolo che apre una discussione antica ma mai obsoleta su come affrontare la questione dei consacrati omosessuali dentro e fuori la Chiesa. L'articolo viene pubblicato da Avvenire e apre una serie di testimonianze riprese da altri giornali, di preti che amano altri uomini. Probabilmente, l'anno chiuderà l'informazione omosessuale sulle matrimonialità che sempre più coppie stanno chiedendo ai propri comuni, investendo la Corte Costituzionale e, speriamo, la sensibilità dei legislatori.

Molti tra noi si chiedono e chiedono ad altri il senso di questa richiesta che accompagna, in maniera molto più sommessa il desiderio di adozione da parte delle coppie arcobaleno. Probabilmente molte coppie omosessuali non sono interessate al riconoscimento giuridico della loro unione. Almeno fino a quando non metabolizzano i rischi materiali e affettivi che la situazione attuale pone e contrasta. Almeno fino a quando ad uno dei due non accade qualcosa e uno dei due viene messo fuori gioco dalla famiglia naturale che magari non si è mai fatta viva fino al momento in cui c'è da pretendere quel che l'attuale legge indica. E allora c'è chi rimane senza casa e chi solo con la sua disperazione.

Mancano poche ore al Natale e pochi giorni al Capodanno. A voi, amate e amati lettori di Queerblog, auguri. Auguri ai vostri amori, ai vostri affetti, alle vostre speranze, ai vostri desideri, al piacere degli incontri conviviali o amorosi che vi ripaga in qualche maniera della vostra fatica quotidiana. Ho accolto con piacere l'invito a scrivere su questo sito, certo che ogni parola, ogni tema affrontato potesse diventare materia di discussione tra noi, tra quanti mal sopportano l'omosessualità, tra chi dovrebbe ricordare e dimentica che siamo cittadini di questa nazione. Cittadini senza diritti!

Per molti di noi, l'omosessualità è vissuta come il sazio dei propri piaceri corporali; una sessualità differente e continua: il piacere sopra ogni altra condizione. Per tanti altri come noi, essere omosessuali significa far parte di una società che intende battersi contro ogni forma di discriminazione, di omofobia, di violenza. Sempre e comunque per tutti il desiderio di affettività e di riconoscimento delle proprie esistenze attraverso quei diritti mancanti.

In Italia, diversamente da altri paesi occidentali, l'omosessualità è invisa alla politica che, per molti, guarda più Oltretevere, alle mire di potere che non al normale senso democratico che i cittadini di uno stato debbano essere uguali nei diritti come nei doveri. Per molti politici il dirsi cattolici si traduce in una ostilità continua verso ogni diritto omosessuale; significa non dover mai dire sì alla lotta all'omofobia come alle coppie di fatto. Neppure la Chiesa afferma questa ostilità che da clericale diventa tutta politica. Se il Vaticano ha le sue colpe nel mal digerire le tematiche omosessuali, la politica fa più gravi peccati nell'ostacolare leggi che ci riguardano e che sono da tempo in dotazione in tutti gli Stati democratici.

Di nostro, abbiamo le organizzazioni spesso litigiose, che poco fanno sentire l'appartenenza, che pensano più a se stessi, che non riescono ad avere un linguaggio comune verso la politica. Certo, esagerando, dico sempre che in Italia abbiamo più sigle glbt che militanti. E un po', forse per questo la politica poco si interessa a noi, sapendo e conoscendo: da una parte gli omosessuali tutto sesso e locali e dall'altra le organizzazioni frammentate e poco incisive. La politica queste cose le sa e agisce di conseguenza col totale menefreghismo.

Qualcosa cambia, lentamente, tra noi, grazie anche all'informazione, come nelle organizzazioni, ma il vero salto di qualità è ancora lontano, si vede appena. L'anno che va ad esaurirsi ci ha visti ancora fermi sulle coppie di fatto; ha registrato una violenza inaudita e continua verso omosessuali e transessuali; il bullismo giovanile si è fatto più feroce e autoritario; i soggetti a marchio gay, lesbico e transessuale sono stati presi di mira da quanti non intendono la sacralità umana altrui come sacralità propria. Un anno terribile e feroce, nonostante le tante voci a difesa della nostra e altrui condizione.

Tra alcune ore ci siederemo in tavole imbandite e vocianti di affetti. Molti tra noi passeranno il Natale in famiglia per poi trascorrere l'ultimo dell'anno insieme al proprio compagno o alla propria compagna. Siate felici e sereni e fate in maniera che lo siano anche gli altri più o meno vicini a voi. Datevi un senso di appartenenza, fate in modo che il prossimo anno vi veda protagonisti delle nostre tante battaglie, ogni giorno, ogni volta che necessita e non solo per il Gay Pride. Difendete la vostra serenità, i vostri affetti, le vostre amicizie, le vostre scelte. Che poi questa difesa si faccia corale, unanime, per sensibilizzare l'opinione pubblica e istigare la politica a fare.

Ancora buone feste a voi tutti e tutte, buone feste a chi si è speso per le nostre battaglie, alle organizzazioni glbt, ai singoli, ai preti omosessuali e ai tanti cittadini che vedono l'omosessualità come ricchezza e non abominio. Buone feste allo staff di Queerblog, ai tanti generosi che ci sopportano quotidianamente. Forse ci sentiremo ancora in questi giorni o forse dedicheremo altrove il nostro tempo e le nostre battaglie. Mai ci perderemo di vista! Auguri.

Foto | Arcigay

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