Solo il Governo può decidere sui diritti civili. Lo faccia!

Solo il Governo può decidere sui diritti civili. Lo faccia! Non basta la cristiana natività a dare un senso di cristiano valore morale e di democrazia al nostro governo. Quando si affrontano, e qualche volta si cercano di risolvere, questioni che riguardano i diritti civili degli omosessuali; la loro difesa comunitaria, a qualcuno non basta il momento della gioia e della festa, del presepe che racconta la nascita di un uomo veramente super partes che dovrebbe portare quel qualcuno a propositi diversi dalle discriminazioni. Ma tant'è! E così la scure si è abbattuta sulla Regione Liguria che aveva esercitato, secondo il governo, una proroga che non gli compete: una legge contro l'omofobia.

Secondo quanto affermato dal ministro degli affari regionali, Raffaele Fitto, solo lo Stato può decidere in materia di diritti civili. E così ha impugnato la legge n.52/2009 della Liguria recante Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. Di come lo Stato stia affrontando i diritti civili che riguardano gli omosessuali sta sotto i nostri occhi e non servono altre prebende. La motivazione non è nuova: obbligherebbe i privati a determinate azioni il cui mancato rispetto porterebbe a sanzioni; inoltre,

prevedendo la possibilità di delegare altro soggetto per l'accesso alle strutture di ricovero e cura in relazione “ad ogni esigenza assistenziale del designante”, disciplina l'istituto della rappresentanza, che rientra nella materia dell'ordinamento civile, di competenza statale.

A dichiararsi, quanto meno stupita, la prima firmataria della legge regionale, la verde Cristina Morelli:

“Da nessuna parte si prevedono sanzioni, per nessuno. Sono convinta che la legge non l'abbiano nemmeno letta, ma solo respinta in via di principio”.

Ora, come sempre, la parola passa alla Corte Costituzionale che dovrà dare ragione o torto alla Regione ligure.

Certo, in un anno che si sta per chiudere, povero, poverissimo di diritti, ci si sarebbe aspettato che il governo centrale sostenesse una battaglia che è diventata fulcro di altre battaglie di grande civiltà e di sostegno per i tanti omosessuali offesi o che necessitano di aiuto, ma evidentemente neppure il Natale porta buoni propositi. Neppure a chi si inchina davanti ad un presepe.

Foto | agenziami

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