Gareth Thomas: “Sono un giocatore di rugby. E sono gay”

Gareth Thomas: â��Sono un giocatore di rugby. E sono gayâ��Pochi giorni fa Mauro Bergamasco affermava che nel rugby esistono gay anche se lui non ne ha mai conosciuti. Oggi Gareth Thomas, ex capitano del Galles, in forza ai Cardiff Blues, entrato nella storia del rugby gallese per essere stato il primo giocatore a tagliare il traguardo delle 100 caps, cioè delle presenze alle partite ufficiali della sua Nazionale, a 35 anni ha deciso di fare coming out:

Il rugby è lo sport più duro. Io sono un giocatore di rugby. E sono gay. Non voglio essere identificato come un giocatore omosessuale. Prima di tutto sono un giocatore di rugby. Sono un uomo. Il rugby è lo sport più duro, è il più macho tra quelli maschili. Questo regala un'immagine ai giocatori. Il rugby per molti versi è barbarico. Non avrei potuto fare coming out senza prima essermi affermato come giocatore e senza essermi guadagnato il rispetto sul campo. Il rugby era la mia passione, la mia intera vita e non ero pronto a rischiare di perdere tutto ciò che ho amato. Capita di essere gay: quello che faccio quando chiudo la porta di casa mia non ha nulla a che fare con ciò che ho conquistato in campo.

Gareth confessa di aver pensato anche al suicidio dopo che il suo matrimonio è naufragato: temeva di rimanere solo. Una paura che molti di noi si portano dentro e che, spesso, è il primo pensiero che provano gli etero quando ci apriamo con loro.

Prima ero convinto di poter nascondere nel mio profondo chi ero, sopprimerlo, ma poi mi sono reso conto che non potevo più ignorare la verità. È difficile essere l'unico giocatore di livello internazionale pronto a rompere il tabù. Guardando i numeri, non posso essere l'unico. Ma non ho notizia di altri omosessuali ancora in attività. Sarei felicissimo se, nell'arco di 10 anni, questo non fosse più un argomento da affrontare nello sport. Sarei felice se la gente dicesse: 'E allora?'

Nel caso di Gareth Thomas esemplare è stato il comportamento del tecnico della nazionale Scott Johnson:

In qualche modo se ne era accorto. Mi ha portato in infermeria, ha chiuso la porta e io gli ho detto tutto. Dopo aver tenuto tutto segreto per tanto tempo, mi sono sentito sollevato. [Su consiglio di Johnson] l'ho detto a Stephen Jones e a Martyn Williams [compagni di squadra]. Ricordo che, mentre li aspettavo in un locale, ero terrorizzato e mi chiedevo cosa mi avrebbero detto. Poi sono arrivati, mi hanno dato una pacca sulla spalla e mi hanno detto: “Non ci importa. Perché non ce l'hai detto prima?”.

Thomas ha chiuso la carriera in nazionale dopo aver indossato la fascia di capitano nella Coppa del Mondo del 2007. Ci piacerebbe che queste non fossero notizie, ma parte normale della vita di ognuno di noi. Purtroppo sappiamo che ancora non è così. Speriamo che l'esempio di Gareth Thomas serva ad altri sportivi per “uscire allo scoperto”.

Foto | Daily Mail

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