Mistero sui resti di Federico Garcia Lorca

Antonio, un ragazzo che agli sgoccioli del regime franchista in Spagna, aveva 17 anni, raccontò a sua madre di essere omosessuale. La madre, ignara di quel che accadeva agli omosessuali, si confidò ad una suora che a sua volta lo riferì alla polizia che arrestò l'adolescente. Come Antonio, in quel periodo buio e tetro della Spagna governata dal caudillo, furono molti gli omosessuali a finire in prigione, torturati, chiusi in campi di concentramento, uccisi e i loro corpi fatti sparire.

Tra loro anche uno dei massimi poeti e drammaturghi del Novecento, Federico García Lorca. I falangisti non gli perdonano la sua straordinaria libertà, ereditata dal padre; non gli perdonano la scrittura che in forma di poesia e di drammaturgia racconta disperazioni popolari e grida di insaziabile verità; men che meno gli perdonano l'omosessualità che per un certo periodo vive come colpa, indifeso e inesaudito nella sua passione per un altro vate dell'arte e della sublimazione, Salvador Dalí.

Caduta la dittatura di Primo de Rivera, la Spagna da lì a breve dovrà affrontare un'altra terribile prova con la guerra civile. Franco la vince su tutti e instaurata una dittatura, apre la caccia agli oppositori e agli omosessuali. García Lorca è tra questi e si trova a Granada con il cognato socialista quando viene arrestato e fucilato. Da molti anni la Spagna, che intende tributargli onori meritati, sta cercando la fossa dove sono stati gettati i suoi resti umani. Ma invano!

Proprio in questi giorni ad Alfacar nei dintorni di Víznar, dove secondo molti si troverebbero i resti del poeta, un'equipe dell'Università di Granada ha eseguito degli scavi, anche grazie a colui che è diventato il suo biografo, autore di studi su García Lorca e sulla "Generazione del '27", Ian Gibson, convinto di avere ragione sul luogo in cui stanno operando gli specialisti dell'Università.

Ma a quanto pare, archeologi ed esperti hanno esaminato cinque siti senza trovare prova dei resti di García Lorca. Nulla. Il mistero! Ora, dicono, se tra qualche settimana non si avranno risultati, i lavori verranno fermati e probabilmente non si affronterà più la questione.

Allarmato, Gibson, ha lanciato un appello dalle pagine di El Pais: "Continuate a scavare, sono certo che è sepolto lì". Probabilmente i franchisti dispersero i resti per fare in modo che nessuno andasse a onorare il poeta in una tomba; che non diventasse, anche da morto, un punto di riferimento per altri poeti, letterati, omosessuali. Dimenticarono che scrittura e poesia resistono al tempo e ai satrapi.

Foto | ebifry

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