Il governatore emiliano-romagnolo adegua la finanziaria al volere del cardinale


Potenza della Chiesa cattolica. Potenza dei suoi alti prelati che governano le diocesi. È bastata una telefonata, forse due; una lieve levata di scudi contro i poteri temporali regionali per dar di penna e mettere le cose nella ragion religiosa. Così il governatore emiliano-romagnolo Vasco Errani, dopo le dure critiche del cardinale Carlo Caffara sulla futura finanziaria regionale che, a parere dell'alto prelato strizzava troppo gli occhi alle coppie di fatto e poco si intendeva e interessava delle famiglie tradizionali, è tornato sui suoi passi.

Il miracolo si è compiuto, mettendo mano ad un ulteriore articolo dove la Regione si impegna a stabilire “ulteriori criteri a tutela della condizione delle famiglie numerose“. Pare che per tacitare altre eventuali contestazioni, Errani abbia inserito nella Finanziaria due subemendamenti che si richiamino alla Costituzione e al ruolo principale della famiglia formata da numerosa prole.

Sotto la mannaia di Caffarra era finito l'articolo 42 della nuova Finanziaria che estende alle convivenze i diritti di accesso a tutti i servizi delle famiglie tradizionali. Chiusa la contestazione? Mica tanto, forse perché la Curia intendeva avere un segnale politico più significativo, unico verso un genere di famiglia tradizionale. E non l'ha soddisfatto in pieno visto che "La norma devastante" come l'aveva bollata l'arcivescovo non è stato cancellata.

A dichiararsi soddisfatto il consigliere democratico Matteo Richetti che ha dichiarato:

“Il richiamo alla famiglia, come prevista dalla nostra Costituzione, fa inequivocabilmente chiarezza sul fatto che la famiglia, per cui sono previsti criteri di accesso agevolato ai servizi, non viene equiparata alla convivenza”.

A fargli da contraltare il bravo e sempre attento Franco Grillini che ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al Presidente della Regione. Eccola!

Caro Errani,

leggo oggi sulla stampa di Bologna che, in seguito all'incontro con il cardinale Caffarra, sarebbe sostanzialmente cambiato l'articolo della finanziaria regionale volto a garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini emiliano-romagnoli nell'accesso ai servizi pubblici.

Questo cambiamento, consisterebbe nell'escludere i cittadini single e le coppie omosessuali dal provvedimento in ossequio ad un concetto di famiglia caro all'ultrareazionario cardinale bolognese ma estraneo ai principi di solidarietà e uguaglianza che dovrebbero caratterizzare l'azione amministrativa di un ente pubblico soprattutto di centro-sinistra.

Nell'esprimerti le mie perplessità sull'idea, per me profondamente errata, che la Costituzione definirebbe famiglia soltanto un uomo e una donna regolarmente sposati e non, invece, qualunque nucleo familiare basato su amore e stabilità, ti chiedo un pronunciamento chiaro sul tema dei diritti delle coppie omosessuali, vale a dire: le “famiglie” lgbt (perché per me sono famiglie) sono comprese o no nella legge regionale?

Sperando in una tua risposta affermativa, che cancelli ogni dubbio in materia, colgo l'occasione per formularti i più cordiali saluti.

Franco Grillini
Responsabile nazionale del Dipartimento diritti civili Idv

Foto | Chiara Marra

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina: