Gay Pride Milano 2013: cronaca, foto, Pisapia partecipa

Le foto e la cronaca del Pride 2013 a Milano del 29 giugno

Gay Pride Milano 2013, foto e cronaca

Sobrietà è la parola chiave che ha contraddistinto il Pride 2013 di Milano di oggi, sabato 29 giugno 2013.

Con la partenza alle 16 da Piazza Duca d'Aosta -in stazione centrale- è stato dato il via al corteo di orgoglio omosessuale che, quest'anno, ha visto la presenza di numerose persone ma l'assenza di qualsiasi carro ad esclusione di quello d'apertura. Una scelta che ha mostrato principalmente le persone in strada, tra bandiere, cartelli, segni sulle guance color rainbow e voglia di manifestare per i propri diritti.

Un clima favorevole, con poco sole battente, un leggero venticello e una grande affluenza di persone che passeggiavano in strada, stretti e accomunati dallo stesso scopo comune. "C'è meno gente!" si sentiva commentare, mentre altri commentavano il successo: "C'è il pienone!". Poca gente? No, affatto. Piuttosto, l'assenza di carri ha permesso alla gente di restare insieme, accalcata e di occupare meno spazio per le vie. Ma c'era una fiumana di persone. Coppie di uomini, donne fidanzate, amici, famiglie etero con bambini sulle spalle.

L'orgoglio Lgbt ha mostrato una solidarietà a 360 gradi. Dalle finestre delle vie dove transitava il Pride, la gente si affacciava, salutando, applaudendo o, comunque, assistendo incuriosite al passaggio

Pochi corpi nudi, pochi 'eccessi' (per quanto non debbano nemmeno essere indicati così...). Al centro del Pride di quest'anno c'era l'essere umano. La persona. Con una musica in sottofondo, non invadente, non aggressiva e la voglia di gridare al mondo il proprio orgoglio Lgbt.

I negozianti -sì, quelli che certi giornali hanno indicato come "inferociti" per la chiusura di Corso Buenos Aires, è uscita fuori dai negozi. A protestare? Affatto. A guardare, a fotografare con i cellulari (vi giuro, ogni negozio aveva i proprietari armati di smartphone), a farsi una pausa e muoversi anche a ritmo di musica.

Un lungo percorso che si è concluso poi in Piazza Oberdan, a Porta Venezia, tra intrattenimento e animazione, in due diversi palchi. Si ballava, si chiacchierava. Senza eccessi, senza voglia di provocazione. Forse, perché in questa Italia così facile alla provocazione, allo scandalo, il Pride ha voluto dare una boccata di ossigeno e di respiro, sfilando per i propri diritti. E' di questo che si tratta. Se in America la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale il Doma, nel nostro Paese si lotta ancora per il semplice riconoscimento della coppia e dell'individuo Lgbt.

E' ora di abbassare la musica, di permettere a tutti di guardare il fiume di persone in strada. Di guardare tra la folla un Barack Obama in cartonato accompagnato dalla Statua della Libertà (grazie al trucco), di vedere cagnolini con guinzagli rainbow. E di scorgere anche una madre, a pochi centimetri dal figlio, con il colore Queer sbavato sulla guancia dopo ore al sole e tra la gente, fiera e stremata, coraggiosa e orgogliosa. E ascoltare il bisogno di un cambiamento, anche attraverso la voce dello stesso Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che è intervenuto per dichiarare:

"Da Milano tutti insieme sconfiggeremo chi cerca di bloccare la tutela dei diritti per gli omosessuali, anche a livello nazionale"

E qui sotto, una gallery con ben 179 foto del Pride milanese!

Gay Pride Milano 2013, foto e cronaca

Gay Pride Milano 2013, foto e cronaca
Gay Pride Milano 2013, foto e cronaca
Gay Pride Milano 2013, foto e cronaca
Gay Pride Milano 2013, foto e cronaca
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