Pedofilia. Il governo irlandese insoddisfatto delle scuse vaticane

Pedofilia. Il governo irlandese insoddisfatto delle scuse vaticaneQualcosa si muove nella diafana eclissi di uno dei maggiori scandali europei che ha coinvolto il clero cattolico irlandese su uno dei più terribili fatti di pedofilia. Ieri il nunzio vaticano Giuseppe Leanza ha chiesto ufficialmente scusa al governo irlandese per l'accaduto; per coloro che nella sua chiesa si sono macchiati di uno dei più terribili peccati, usando e abusando di fanciulli e fanciulle prestati loro per farne timorati cittadini e non carne da gulag.

Il nunzio vaticano dopo aver incontrato il ministro degli esteri irlandese, Michael Martin, ha dichiarato:

“Ho espresso ancora una volta il mio shock, il mio sgomento e di sicuro comprendo la rabbia e la sofferenza delle vittime degli abusi. Condanniamo totalmente queste azioni e se ci sono stati errori dalla nostra parte chiediamo scusa per questo. Da parte della Chiesa Cattolica non c’era l’intenzione di non cooperare con la commissione”.

L'inchiesta venuta fuori a maggio, dopo circa nove anni di indagini, raccontava di violenze inaudite verso fanciulli e fanciulle, di terribili coercizioni, di un vero e proprio gulag dove i religiosi esercitavano la loro violenza sulle piccole vittime.

Ci si aspettava da tempo che il Vaticano prendesse una posizione netta e chiara, pubblica su quello scandalo. Lo attendeva per primo il governo irlandese assieme alle famiglie delle vittime. Il silenzio è stata una risposta che ha gelato coloro che pensavano che Oltretevere qualcuno si sarebbe mosso, mentre c'era chi vedeva in quel silenzio una copertura a quello scandalo.

La Chiesa non collaborava, nonostante fosse stato pubblicato il rapporto della Child Abuse Commission che ha interrogato 2.500 ex allievi di oltre 100 istituzioni religiose. La commissione di cui parla l'alto prelato vaticano non aveva ricevuto risposte adeguate.

Oggi, anche davanti alle scuse ufficiali, il ministro degli esteri irlandese si è detto insoddisfatto esprimendo “profondo disappunto per il fatto che non ci sia stato un comunicato ufficiale da parte del Vaticano o del Papa”.

Sono in molti coloro che chiedono le dimissioni di vescovi e alti prelati coinvolti a vario titolo nell’inchiesta condotta dal giudice Yvonne Murphy. Per gli irlandesi è incredibile che nessuno abbia ancora sollevato dagli incarichi queste persone.

Foto| gpoo

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