Uomini e donne gay? Carlo Giovanardi impedirebbe a sua nipote di vederlo

L'ipotesi (lontanissima) di Uomini e donne gay provoca sdegno in Carlo Giovanardi.

Giovanardi-Olocausto

Vi avevamo parlato della versione gay di Uomini e Donne che non convince Maria De Filippi. Ma sull'argomento è intervenuto anche Carlo Giovanardi, in una sua intervista a Klaus Davi. Ecco le sue parole:

Constato che le lobby gay sono molto potenti e evidentemente muovono miliardi. Se dovesse andare in onda “Uomini e Donne” gay, impedirei a mia nipotina minorenne di guardare il programma. Ai miei nipoti di quattro e cinque anni non li metterei davanti alla tv a vedere una cosa così. Avranno col tempo una loro sessualità ma non lo metto da minorenne e da bambino davanti alla tv dove ci sono scene di sesso esplicito. È chiaro che a un bambino di quattro o cinque anni che vede scene di questo tipo cosa gli spiego? Che è un’anomalia? E allora puòchiedermi perchè ho una mamma e un papà e li ci sono due papà?

Un bambino di quattro/cinque anni guarda "Uomini e donne?". Scene di sesso esplicito? Ehm. Sarebbe una versione gay del programma, non in chiave "film per adulti".

Secondo lui, poi, il discorso è generale e non solo riferito a questo programma che non andrà in onda:

Se penso che ormai da anni in tutti i festival del cinema, nelle fiction, in tv, c’è un overdose di programmi gay non posso che constatare che la moda e’ quella di rappresentare situazioni di questo tipo. Le lobby gay sono potentissime anche dal punto di vista economico quindi il fatto che ci sia riproposto costantemente e insistentemente questo modello è un fatto culturale che rischia di offuscare il modello eterosessuale. Lo scandalo non è la singola trasmissione. Lo scandalo non è questa trasmissione, visto che uno può anche cambiare canale, ma che a breve verranno criminalizzati e penalmente perseguiti programmi in cui si rappresenta Valentino e Valentina dicendo che e’ quello il modello. È quello che sta accadendo, appena al di là ormai del fatto che una trasmissione televisiva ci racconti Ugo che corteggia Ugo o Maria che corteggia Maria, qui siamo al punto che se uno dice che la normalità è Ugo che corteggia Maria rischia recriminazioni. Che una trasmissione pomeridiana si accodi ad altre mille forme di spettacolo dove se non c’è la storia gay sembra che non ci sia la storia, è un segno del conformismo dei tempi e che questo sia diventato il simbolo dell’attenzione al tema dei diritti è una cosa veramente singolare"

Ugo, Maria...

Carlo... non va in onda. No...

Via | Giornalettismo

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