Rocco Buttiglione: la pratica dell'omosessualità sottrae alla scuola di comunione familiare

Rocco Buttiglione: la pratica dell'omosessualità sottrae alla scuola di comunione familiareDa circa tre mesi Rocco Buttiglione taceva sui temi legati all'omosessualità. Ora ha rimediato rilasciando un'intervista a Papanews in cui “smette i panni del politico e del filosofo per indossare quelli del teologo” (così titola il servizio). Nella prima domanda il giornalista chiede a Buttiglione se da omosessuali si può tornare ad essere eterosessuali (da notare che si usa il verbo tornare, quindi si presume che tutti si è etero e poi qualcuno si avventura per altre strade). E l'onorevole risponde:

Non lo so. Immagino che in alcuni casi sia possibile ed in altri no. Non capisco però perché qualcuno cerchi di proibirlo: se uno vuole ricorrere all’aiuto di un terapeuta per ristabilire il proprio orientamento sessuale, ha il diritto di farlo. Può capitare che questo sia impossibile perché sia disposizioni biologiche che influssi ambientali possono avere radicato l’orientamento omosessuale in modo troppo profondo. In tale caso bisogna portare con pazienza questa croce nella vita, senza mai perdere la speranza nell’aiuto di Dio, riconoscendo le proprie colpe quando capiti di peccare ma non perdendo mai la fiducia e la speranza. Essere peccatori è la condizione normale dell’uomo ed è escluso dal perdono di Dio solo il superbo che questa condizione non vuole riconoscere. Nel libro ‘Harry Potter’, una delle figure più commoventi è Albus Dumbledore (Silente), un grande educatore e preside. In una intervista l’autrice del libro dice che Silente potrebbe benissimo essere uno con una inclinazione omosessuale che ha imparato a dominarla e a sublimarla in una passione educativa.

Quindi, dopo aver citato come prova scientifica Harry Potter, Buttiglione risponde alla domanda sull'identità di genere e, in una maniera abbastanza cruda, parla delle persone transessuali:

Bisogna distinguere l’inclinazione dagli atti e dalle unioni. La Chiesa non condanna l’inclinazione omosessuale, come non condanna l’inclinazione alla violenza. L’inclinazione non è una decisione, non è un atto della persona. È una situazione in cui uno si trova senza sua colpa. Se di carattere sono un violento, dovrò esercitare con più forza la preghiera e l’ascesi per non compiere atti violenti ed in tal modo la mia vita potrà acquisire un valore morale più alto che non quella di un mio amico che ha avuto in dono dalla natura un temperamento dolce e quindi può vivere la virtù della mitezza quasi senza sforzo. Lo stesso vale per l’inclinazione omosessuale. La Chiesa condanna invece gli atti omosessuali. Ognuno di noi riceve in dono da Dio un corpo. Questo corpo è sessuato, cioè ciascuno di noi è maschio o femmina. Il sesso ci fa scoprire che abbiamo bisogno dell’altro, ci tira fuori dalla nostra illusione di autosufficienza. Attraverso l’attrazione sessuale, impariamo la legge fondamentale della vita che è il dono. La libertà è appartenere ad un altro per amore. Dal sesso, poi, nascono i bambini e si fa allora ancora un passo in avanti nella legge del dono. Si impara a vivere per la persona amata e per i figli. Questo è quanto di più simile ci sia nell’ordine della natura alla comunione cristiana che unisce fra loro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e nella quale entriamo con il Battesimo. La famiglia educa alla comunione. La pratica della omosessualità sottrae a questa scuola di comunione. Il sesso, scollegato dalla prospettiva della paternità e della maternità, non ha più la forza necessaria per fondere due destini umani, per trasformarli in una carne sola. Infine, per quanti sforzi faccia, un uomo non diventerà mai una donna (e viceversa). Può farsi amputare i suoi organi sessuali e la chirurgia plastica può dare l’impressione delle caratteristiche proprie dell’altro sesso, ma non avrà mai delle ovaie ed un utero e non diventerà mai madre. Non è meglio cercare, anche con fatica e sacrificio, di capire il senso del corpo che Dio mi ha dato piuttosto che fare finta di essere diverso da quello che sono?

La libertà di appartenere ad un altro per amore: ma per appartenere ad un altro per amore è necessario che ci siano in ballo un pene e una vagina? L'amore si riduce solo a questo?

Infine vi riporto l'ultima domanda sul tema omosessualità rivolta al teologo Buttiglione, in cui l'omosessualità viene accomunata alle droghe, all'alcolismo e ad altri disagi che possono derivare da una supremazia demoniaca:

A proposito dell’Inferno. Lei crede a Satana e agli angeli ribelli come esseri “personali” e alla possibilità delle possessioni diaboliche? Omosessualità, droghe, alcolismo e altri disagi, specie giovanili, possono avere a che fare coi demoni?
Certo. Diavolo viene dal greco: diabolos è colui che divide, che spezza l’unità, che separa (dal verbo diaballein). Chi vive davvero la vita sa che accadono cose che sono imperdonabili, fratture e tradimenti che precipitano nella disperazione. Se l’uomo fosse davvero responsabile di tutto il male che fa, non sarebbe possibile nessuna redenzione. Per fortuna, non è così. Un giorno vedremo che l’amico che ci ha tradito lo ha fatto perché ingannato a sua volta (il diavolo rompe l’unità per mezzo della menzogna e dell’inganno) e proprio questo permette il perdono e la ricostituzione dell’unità.

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