Ciao Amélie! Si ritira la Mauresmo, campionessa di tennis e di coming out

In conferenza stampa non ha resistito e si è lasciata andare alle lacrime, ma personalmente preferisco questa bella immagine di un'Amélie Mauresmo sorridente mentre annuncia il suo addio al tennis giocato.

Gli appassionati di questo sport non potranno mai dimenticare il suo splendido rovescio a una mano, il gioco di volo simile a una danza e il talento cristallino che le ha permesso di brillare e trionfare, nonostante una fragilità psicologica che le ha tolto qualche trofeo, ma l'ha resa anche molto più umana e vicina a ognuno di noi.

Nella sua carriera, però, Amélie si affacciò sul palcoscenico mondiale proprio con una polemica di cui fu vittima, quando tra la semifinale e la finale dell'Australian Open del 1999 la svizzera Martina Hingis - aspirante emula della grande Navratilova e campionessa anche troppo consapevole del proprio valore - la bollò come "mezzo uomo".

La Mauresmo, infatti, aveva appena fatto il proprio coming out pubblico, ad appena 19 anni, dichiarando di essere lesbica e contenta così, mentre presentava alle telecamere la sua compagna di allora; dopo questo gesto - a dimostrazione di quanta strada resta da fare - gli sponsor tecnici la abbandonarono; solo il pubblico, specie quello francese, non l'ha tradita mai e anzi ha spinto nuove aziende a sponsorizzarla.

La consacrazione per lei è arrivata nel 2005, con il numero uno del mondo e la vittoria al Master femminile, e soprattutto nel 2006 quando si è aggiudicata gli Australian Open e il torneo di Wimbledon. Adesso l'addio a 30 anni, dopo un paio di stagioni tra alti e bassi, con alcuni acuti come la vittoria al torneo Gaz di Parigi quest'anno. Grazie, Amélie, campionessa di talento e di coraggio.

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