Edith Windsor, la donna che ha fatto dichiarare illegittimo il DOMA

La sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato illegittimo il Defense of Marriage Act è dovuta alla forza di Edith Windors, oggi ottantaquattrenne, che si è battuta per vedere riconosciuto il proprio amore per Thea.

Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario

Le due sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America sulle nozze gay (l’incostituzionalità del DOMA e l’illegittimità della Proposizione 8) sono una delle notizie più importanti di quest’anno per la comunità lgbt. Sentenze che fanno la storia. E dietro la sentenza dell’incostituzionalità del Defense of Marriage Act c’è Edith Windsor, oggi ottantaquattro anni. La sua storia, raccontata anche tramite un video, ha fatto il giro del mondo.

Edie, come è chiamata da quanti la conoscono, è nata a Filadelfia nel 1929 e si è sempre distinta per la sua intelligenza e la sua forza combattiva.

Si sposò con un uomo, ma il loro matrimonio durò solo un anno perché Edith fece coming out come lesbica. Si trasferì quindi a New York e iniziò a vivere la sua vita alla luce del sole. A New York iniziò a lavorare come programmatrice nella IBM quando quel lavoro era visto come esclusivo appannaggio maschile. E a New York nel 1965 conobbe Thea Spyer, l’amore della sua vita.

La storia d’amore tra Edie e Thea è durata quarantaquattro anni, nel corso dei quali non sono mancate difficoltà visto che Thea si è ammalata di sclerosi multipla. La coppia aveva un unico sogno: quello di sposarsi ma a New York non era possibile e pertanto, nel 2007, andarono in Canada dove hanno potuto coronare il loro sogno.

Nel 2009, Thea morì ed Edith si trovò a dover affrontare una situazione del tutto assurdo: il fisco statunitense le chiese 360 mila dollari di imposte di successione per ereditare la casa in cui viveva con la sua compagna di una vita. Semplicemente perché il loro matrimonio non era considerato valido per via del DOMA. Fu allora che l’animo battagliero di Edith risorse e, anche in nome dell’amore che aveva provato – e continuava a provare – per Thea iniziò la battaglia legale che ha portato la Corte Suprema a dichiarare incostituzionale il Defense of Marriage Act.

Edith Windsor diventa così un simbolo universale della lotta per i diritti delle persone lgbt.

Edith Windsor e Thea Spyer
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario

L'esultanza di Edie per la sentenza


Nell’apprendere la notizia della sentenza, Edie ha detto di voler andare subito a Stonewall: lì dove tutto è iniziato è giusto rendere omaggio a diritti di uguaglianza. E poi subito ha chiamato un’amica invitandola a sposarsi subito: perché attendere oltre?

La lotta di Edith per vedere riconosciuto il diritto ad amare è stata sottolineata anche da Barack Obama che le ha telefonato:

Sono Barack Obama. Volevo ringraziarla. Il suo coming out ha fatto la differenza per tutto il Paese.

Grazie, Edith!

Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
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Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
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Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario
Edith Windsor, simbolo della lotta per il matrimonio ugualitario

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