L'Udc non vuole leggi contro l'omofobia e la transfobia


Bisognerà che qualcuno avvisi il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, che le crociate sono concluse da qualche secolo; che le società civili tutte non hanno nella loro formazione e sviluppo politico e sociale la discriminazione verso le persone omosessuali e transessuali. L'Europa di oggi è altro che non quella sicumera per cui le leggi devono essere assoggettate ai voleri del potere delle gerarchie ecclesiastiche. L'Italia dei fedifraghi, dei divorziati, dei predicatori saccenti si fa ultracattolica quando si parla di omosessualità e di concessione di diritti alla nostra comunità.

Così, ieri, il leader maximo dell'Udc a Genova per parlare delle future prossime elezioni regionali e delle alleanze con altri partiti, si è dichiarato disponibile purché non si parli non ci si occupi più di leggi contro le discriminazioni omofobiche e transfobiche, come quella appena approvata dal Consiglio Regionale ligure. Ha dichiarato il segretario nazionale di Arcigay, Riccardo Gottardi.

“È da più di 10 anni che veniamo sacrificati dal centrosinistra in favore delle alleanze con i cattolici e ne abbiamo francamente le tasche piene. Non è possibile ritrovarci oggi ad essere dieci anni nel passato. Siamo molto preoccupati che chiunque vinca le prossime regionali sia comunque schiavo degli aut-aut dell’UDC”.

In questa fotografia politica oscurantista, il partito di Casini intende non saziare la fame di solidarietà e di giustizia delle coppie di fatto come della battaglia contro le violenze a omosessuali e transessuali. Che se la sbrighino da soli, pare dire, perché quella difesa sembra non piacere alla Chiesa e quindi non va contemplata nell'esercizio politico.

Di suo Valerio Barbini presidente Arcigay Genova L’Approdo dichiara:

"Vogliamo ricordare che Casini, il coordinatore regionale Monteleone e tutto l'UDC sono gli uomni dei NO continui, a partire dal paragone offensivo dell’orientamento sessuale con la zoofilia, la necrofilia e la pedofilia. Inizino anche a dire dei SÌ se vogliono candidarsi a governare tutti i liguri, anziché fare solo gli interessi del Vaticano. La legge contro le discriminazioni è uno dei tanti traguardi di civiltà della nostra Regione e loro ci vorrebbero riportare al medioevo e fuori dall'Europa. Paradossalmente su molte cose, come i diritti dei migranti e il sostegno alle famiglie numerose, potremmo anche trovarci d'accordo con l'UDC se non le affrontassero in modo ideologico. Quando vorranno fare un confronto serio sulla lotta all’omofobia e alla transfobia, noi ci saremo.”

Foto | Servizio Informazione Focolari

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