In merito ai Dico, per il cardinal Caffarra è ingiusto trattare in modo uguale i diversi

In merito ai Dico, per il cardinal Caffarra è ingiusto trattare in modo uguale i diversi

Il cardinal Caffarra ha inviato una lettera a Vasco Errani, alla Giunta e al Consiglio regionale contro la proposta di lege che vorrebbe estendere i servizi sociali anche alle coppie di fatto, gay o etero che siano. E questa cosa ha sconvolto e inorridito il religioso che, armato di carta e penna, ha fatto recapitare la missiva.

Dopo aver criticato l'intenzione di concedere eventuali diritti alle coppie di fatto ("chi non riconosce la soggettività incomparabile del matrimonio e della famiglia 'ha già insidiato il patto di cittadinanza nelle sue clausole fondamentali"). Descrive ovviamente la sacralità della vera, sola e unica famiglia eterosessuale e unita in matrimonio, in mancanza della quale, il mondo rischia la sorte peggiore:

"Il matrimonio e la famiglia fondata su di esso è l'istituto più importante per promuovere il bene comune della nostra regione. Dove sono erosi, la società è maggiormente esposta alle più gravi patologie sociali"

E infine, in merito al tentativo della Giunta di azzerare le diversità e le discriminazioni tra eterosessuali ed omosessuali, ecco la 'cristiana' e amorevole risposta di chi cerca di accogliere a sè le pecorelle smarrite (?!):

"Se è ingiusto trattare in modo diverso gli uguali, è ugualmente ingiusto trattare in modo uguale i diversi"

Siamo pecore di serie B, ragazzi/e, arrendiamoci. E la lettere si conclude con la loro superiorità alle leggi italiane e alla minaccia di una punizione di Dio:

"Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare cio che è di Dio stesso"

Foto | Bologna.ChiesaCattolica

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