Le richieste comuni dei Gay Pride di Milano, Bologna, Napoli, Catania e Cagliari

Onda Pride è stato definito Pride, unitario ma organizzato in cinque diverse città italiane, che si terrà il prossimo sabato 29 giugno.

Onda Pride 2013

Sabato 29 giugno l’Italia sarà attraversata da un’onda rainbow: in cinque capoluoghi di regione lungo tutto lo Stivale, infatti, si terranno i Pride. Milano, Bologna, Napoli, Catania e Cagliari marceranno insieme sull’onda dell’autodeterminazione e dei diritti

La piattaforma rivendicativa, unica per tutte e cinque le manifestazioni, afferma:

Scendiamo nelle strade di un Paese immobile, impoverito, precario, frammentato. Non vogliamo subire impotenti e conniventi la deriva di una crisi che ci viene raccontata attraverso i numeri della finanza e della macroeconomia, ma che quotidianamente mostra i suoi sintomi nell’imbarbarimento delle relazioni sociali, nell’avanzare di nuove generazioni private del proprio futuro, nella corruzione dei rappresentanti istituzionali, nell’omologazione e nell’impoverimento delle identità e dei comportamenti, nella prevaricazione e nell’abuso eletti a modus operandi da parte di chi detiene il potere, nei diritti violati o addirittura da sempre negati. Ci ritroviamo oggi a condividere un presente che è lo specchio di un Paese che ancora inciampa nelle lezioni che avrebbe dovuto già apprendere, che cede alla lusinga ignobile del pensiero iniettato di totalitarismo, di intolleranza, di sessismo e di razzismo.

Il quadro è desolante, come affermano gli organizzatori, e rappresenta l’Italia che sembra aver perso il proprio orgoglio. Pertanto

riportare l’orgoglio in piazza è oggi più che mai un’urgenza, prima ancora che il rinnovarsi di un appuntamento caro alla comunità lgbtqi. Perché è nell’orgoglio che troviamo la forza di indignarci e di tenere lo sguardo fermo verso l’idea di un Paese migliore.

Il messaggio inequivocabile che si vuole lanciare è il seguente:

le battaglie per i diritti si combattono per vincerle. In tema di diritti è non solo insufficiente ma grave tollerare oltre argomenti iniettati di attendismo, che rinviano, ridimensionano, approssimano e alla fine tradiscono ogni promessa. Il Pride […] si pone in continuità con la lotta di liberazione che nel secolo scorso è riuscita a riscattarci dall’occupazione nazi-fascista, offrendo un esempio della grande energia democratica alla base dei valori fondanti del nostro Paese. E di quella lotta oggi vuole scrivere il nuovo inderogabile capitolo, l’esito di un Paese che finalmente declina quella Liberazione nelle pratiche quotidiane, scoprendone il valore pieno.

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