Vite da gay. Se ne è andato Enzo Francone e il Cig di Milano ha un nuovo presidente


I primi anni '70 furono gli anni del risveglio, dell'uscita dall'anonimato e dai ghetti della paura. Novella capitale dei diritti omosessuali Torino dava vita al Fuori /a> per sentita volontà di Angelo Pezzana, Alfredo Cohen, Gianni Vattimo, Emma Allais e altri. Tra questi altri Enzo Francone, radicale da sempre, scomparso ieri per una forma di cancro nella sua amata Torino. Quegli "audaci", legati al Partito Radicale, si erano trovati una sera a casa di Fernanda Pivano per discutere l'organizzazione del nascente movimento che intendeva copiare il Gay Liberation Front inglese e il francese Mouvement Homosexuelle d'action revolutionnaire. Le battaglie dei gay legati a quelle degli studenti, delle donne, delle altre minoranze presenti nel Paese.

Enzo Francone, come accade per molti altri che mai abbandonano la battaglia per i diritti negati, chiusa quella stagione e tante altre stagioni, non torna nel silenzio degli egoismi personali ma resta fino al suo silenzio finale tra le fila dei Radicali; entra in Certi Diritti e continua la sua militanza e il desiderio per sé e per gli altri di una vita più dignitosa con leggi di diritti glbtq. Gli uomini che se ne vanno spesso ci lasciano patrimoni narrabili di lotta e di desideri di liberazione, di opera narrata della collettività glbtq. Francone era uno di questi; sicuro che le sue battaglie a fianco dei Radicali, dei movimenti, in un giorno non suo e non nostro, vedranno luce e orgoglio. Le sue lotte, le sue battaglie resteranno di diritto nella storia del movimento omosessuale italiano.

A Milano, ieri, Congresso per il Cig Arcigay, capitanato fino alla nuova elezione di un nuovo presidente e di una nuova segreteria dal bravo e generoso Paolo Ferigo, a cui vanno i miei personali ringraziamenti per le tante battaglie condotte con leale partecipazione in tutti questi anni in cui ha presieduto l'organizzazione milanese legata ad Arcigay. A sostituire Ferigo alla presidenza del Cig, Marco Mori, con un curriculum di grande rispetto e la voglia sua e di altri di svegliare Milano dal torpore in cui da qualche anno vive e vegeta.

Gira una bella, nuova, fresca aria in Arcigay che prepara il suo Congresso Nazionale che si celebrerà a Perugia a febbraio del prossimo anno. Nuove dirigenze e nuovi obiettivi saranno il sale di condimento per far crescere lo storico movimento e dargli nuovi momenti politici e culturali per la difesa dei diritti glbtq.

Forse è un bene che in Arcigay entrino volti nuovi e nuove idee, aiutati da chi fino ad oggi ha svolto compiti di dirigenza e di guida. Un aiuto che speriamo nessuno abbia a negare per tutto quel bagaglio esperienziale che persone come Ferigo o come Mancuso portano nella loro vita di militanti. Le battaglie glbtq, che da noi sembrano eterne e senza alcun riscontro da parte dei nostri legislatori, potranno fare passi avanti con nuove, fresche volontà di uomini e donne che vogliono spendere gran parte della loro esistenza al servizio della nostra comunità.

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