Liceale a scuola vestito da donna. E scoppia il putiferio


Probabilmente è stato solamente un atto goliardico; uno scherzo a cui i ragazzi ci hanno abituati nelle loro vite scolastiche. Qualcuno azzarda altro, magari una omosessualità latente, ma in casi del genere è meglio lasciar perdere. Il fatto è accaduto al liceo linguistico civico Manzoni di Milano, un istituto dove occorre superare un test per essere ammessi. Dicono che il ragazzo accusato non doveva essere solo, che altri con lui avevano ideato lo "scherzo" da fare ma alla fine è stato il solo ad attuarlo.

Così si è presentato alle lezioni con indosso una gonna, truccato in volto, parrucca e un baschetto. La cosa non è piaciuta affatto al professore di matematica che lo ha immediatamente espulso dall'aula ed ha avvisato il preside dell'accaduto. Il ragazzo ha così vagato per i corridoi della scuola creando altre ilarità tra i compagni. Dice il professore:

“Non gli ho dato note né ho voluto in alcun modo sgridarlo, semplicemente averlo in aula così agghindato rendeva difficile fare lezione, le ragazze non riuscivano a concentrarsi. Ho chiesto di togliersi dalle labbra il rossetto e di cambiare il giubbottino che indossava, poi lo ho riammesso a lezione senza problemi”.

Ma per il ragazzo, che si è scusato col professore, le cose potrebbero mettersi male. Il gesto potrebbe andare ad influire sul voto in condotta che, con la nuova legge Gelmini, lo porterebbe dritto alla bocciatura.

I compagni, da parte loro, prendono le difese del ragazzo, affermando che si trattava di uno scherzo innocente, che non voleva offendere nessuno. E nessuna intenzione di provocazione.

Vedremo come finirà questa storia, sperando che il rigore sottinteso dal preside non si ripercuota sul giovane e che se vi è qualche altra cosa oltre lo scherzo, se ne capiscano le ragioni e non si emargini il ragazzo.

Foto | pppspics

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