Mostre. Leonardo tra omoerotismo e divinità

L'uomo dipinto nel quadro ha l'aria dolce, uno sguardo enigmatico, il corpo efebo ed una folta capigliatura che si perde nell'oscurità del sottofondo. Ha una certa sensualità e qualche critico d'arte non si è lasciato sfuggire che c'è anche qualcosa della Gioconda in quel corpo rilassato, chissà, forse nudo dalla cintola in su. Parliamo di un quadro del geniale Leonardo: pittore, scultore, artista, genio delle invenzioni futuriste per i tempi che visse.

Da oggi al 27 dicembre, a Palazzo Marino a Milano è esposto proveniente dal Louvre di Parigi il San Giovanni Battista del figlio illegittimo d'un notaio fiorentino e d'una contadina, diventato genia e splendore di corti e papati. Di Leonardo in Milano c'è parecchio, ma questa trasferta di questo eccezionale capolavoro artistico, non va perso.

Il quadro fu lasciato, alla morte di Leonardo, al suo allievo prediletto, chiacchieratissimo come suo presunto amante, nonostante in tanti si affannino a difendere la postuma eterosessualità dell'artista. Si tratta di Gian Giacomo Caprotti (ca. 1480-1524) detto "il Salaì", un garzone di cui gli appunti di Leonardo ci parlano senza interruzione dal 1494 in poi. Poi fu peregrinazione tra Londra e la Francia, finché il quadro passò nelle mani di Re Sole e poi al Louvre.

Quale sia stata la vita e le storie omosessuali di Leonardo, poco si sa. Siamo in un periodo in cui la sodomia è perseguita e chi la pratica condotto alla morte. Noti studiosi di Leonardo si affannano a raccontarci altro, ma, come scrive l'amico Dell'Orto, il Leonardo subì un processo per quella causa e se la cavò perché la denuncia fu fatta in modo anonimo. Tanto bastò a salvarlo.

Forse quegli erotismi praticati e mai raccontati, vagabondano in qualche maniera nelle sue opere artistiche, in quelle figure androgine che lasciano incantati per la loro purezza ma anche una certa ambiguità che non sfugge a chi, ad esempio, si immerge con cuore e gli occhi in questo San Giovanni Battista. Poco importa se stiamo parlando di omosessualità per un uomo di una tale genialità. Ma poi, nonostante ogni buona volontà, quel Giovanni Battista torna a parlarci di sensualità oscura, forse tragica. Ma davvero tanto umana.

Foto | MAMJODH

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