Il cardinal Burke invita i cattolici francesi a scendere in piazza contro le nozze gay

A una rivista francese il cardinal Raymond Leo Burke ha dichiarato che i cattolici dovrebbero scendere in piazza contro le nozze gay. Chissà se si è reso conto della pericolosità delle sue affermazioni (oltre che dell’ingerenza nella vita politica di uno stato sovrano).

Il cardinal Burke invita i cattolici francesi a scendere in piazza contro le nozze gay

Non pago dei violenti attacchi omofobi che scuotono la Francia in questi giorni, il cardinale Raymond Leo Burke (Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Presidente della Suprema Corte dello Stato della Città del Vaticano, Presidente della Commissione per gli Avvocati) chiama i cattolici francesi a scendere in piazza contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

In un'intervista alla rivista francese Famille Chrétienne il porporato quasi benedice le contestazioni, e afferma che

la Chiesa cattolica non approverà mai le unioni omosessuali [pertanto i cattolici devono] scendere in strada per difendere la famiglia e la vita.

Quello su cui battono gli esponenti del mondo cattolico è che in Francia la legge sul matrimonio egualitario è stata approvata nonostante le manifestazioni di protesta: come a dire che bisogna rispettare chi fa la voce grossa, anche se questo significa calpestare i diritti delle persone…

Il matrimonio gay mette in discussione l'anatomia delle persone...

Inoltre il mondo cattolico gira sempre la frittata, continuando ad affermare la non naturalità della coppia omosessualità e, soprattutto, i problemi (mai dimostrati) che avrebbero i figli di coppie dello stesso sesso. Tanto che Pietro Boffi, responsabile-documentazione del Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf), arriva a sostenere che i matrimoni tra persone dello stesso sesso abbiano come fine quello di voler mettere in discussione l’anatomia delle persone. Afferma Boffi:

Viviamo da millenni anche con forme molto diverse. Cambiano le fattispecie giuridiche, ma rimane questo fatto che l’origine del tema famiglia è legato alla procreazione che è un dato di fatto, a sua volta legato alla nostra anatomia. Ora, rimettere in discussione l’anatomia, per motivi ideologici, e ritenere che non esiste più nei processi culturali è veramente una cosa risibile. Suscita meraviglia di come sia possibile che persone intelligenti, di cultura, riescano a mettere da parte, far sparire, una cosa che è una realtà ontologica chiara dell’essere umano e di come da sempre l’umanità si sia prodotta.

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