Andrea, militante di giorno drag queen di notte

Ci vuole passione per essere un star, figurarsi fare la drag queen, regina delle notti bollenti, icona delle danze e dei sorrisi in un oceano dove navigano migliaia di persone alla ricerca di ritmi musicali, di fantasie, di sete arsa dei piaceri. Si diventa altri a fare la drag queen: quei vestiti portati all'esagerazione, il trucco indelebile, l'incontro con una umanità che diventa tua per poche ore ma sazia fino al prossimo incontro. E poi la politica, l'impegno mai scisso tra la notte e il giorno, perché anche da drag si possono inviare messaggi antidiscriminatori, di solidarietà e accettazione.

Si fa chiamare La Karl, al secolo Andrea Berardicurti, militante presso il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma. La conoscono in molti e la apprezzano come militante e come drag queen ancora di più. A Affaritaliani.it che l'ha intervistato, Andrea racconta la sua passione per quel "mestiere" che obbliga al doppio guardaroba: “Quello di una donna ha sicuramente bisogno di più spazio!”.

Nelle loro esibizioni live, spesso le drag queen italiane usano il playback a differenza di quelle di altri posti del mondo che cantano dal vivo. La Karl con la sua esagerata pantomima de "La Corrida" televisiva è riuscita a far cantare le altre drag con la loro voce rendendo gusto allo spettacolo. Non si pensi al travestitismo. Proprio per lo stile degli abiti, il divertirsi a un imparruccamento esagerato fa di una drag queen un pezzo unico, deliziato da una grazia innovativa, mai sprecata o volgare.

La Karl, come tutte le "sagge" drag queen sa rendere il suo personaggio globale, riempiendolo di senso di humor, di pathos tradotto al femminile:

“Qualche volta mi guardo, rido, e penso che sto facendo il cretino. Esagero alcune caratteristiche femminili – quelle scontate – nei miei personaggi. Voglio essere chiamata al femminile se sono in costume. Ed è un magnifico gioco, per me. Noto che le persone rispettano la differenza, quando sono in costume, e il pubblico mi si rivolge in modo diverso”.

Fascinazione e divertimento giocano a rincorrersi. Essere una drag in un mare di gente anonima, in uno spazio consacrato al libero divertimento è qualcosa che esalta, che vibra dentro, che ti fa sentire speciale. A Roma dove La Karl vive e milita c'è un mondo dei divertimenti parecchio variegato, ottimi locali ma anche tanta strada da percorrere per educare le persone al rispetto verso gli omosessuali. Probabilmente quella strada passa anche attraverso il gioco della trasformazione da semplice uomo a splendida regina delle notti. Come La Karl, altre drag queen allietano le ore notturne di altri gay, lesbiche, transessuali, a Roma come in tantissime altre città. Un altro modo per raccontarsi e raccontare le diversità.

Foto | Affaritaliani

  • shares
  • Mail