Il Messico sanziona i sieropositivi


Messico, terra di contraddizioni, di culture, di povertà indicibili e di lotte per i diritti. Terra feconda dove anche l'omosessualità ha raccolto i suoi frutti con il riconoscimento delle coppie di fatto nel 2006; con quel machismo di facciata che disegna luoghi di incensata passione gay nelle grandi città o nelle località dove gli omosessuali americani ed europei si recano in vacanze a loro dedicate. E anche in Messico il problema dell'aids è molto sentito, accompagnato da campagne di prevenzione.

Per lottare contro ogni forma di discriminazione verso i sieropositivi, lo scorso anno, il presidente del Messico, Felipe Calderon, aveva detto sì alla distribuzione dei farmaci contro l’Aids nel suo paese. «L’obiettivo, aveva spiegato, è combattere non soltanto il virus, ma omofobia e altre discriminazioni». Ma forse questa battaglia verso il terribile male sta avendo una svolta dai toni discriminatori.

Il direttore del Centro nazionale per la Prevenzione e il Controllo dall'aids, José Antonio Izazola, afferma che esistono otto Stati all'interno della Federazione messicana dove i sieropositivi che infettano i partner vengono sanzionati. Qualcuno potrebbe annuire, ma non credo sia il veicolo adatto a debellare la diffusione del virus. Si potrebbero creare, in questo senso, forme di ricatto tra partner e di persecuzione verso coloro che già vivono una condizione non certo fortunata.

Intanto, dal 27 al 30 novembre prossimo, si terrà a Tuxla Gutierrez il Convegno Nazionale sull'aids dove si farà il punto non solo sui numeri di coloro che ogni anno vengono infettati dall'HIV, ma si cercherà di scoprire quali strade sinergiche possono essere percorse tra le istituzioni che combattono la malattia e gli organismi statali.

Lo stesso Izazola si è detto preoccupato per questa nuova forma di discriminazione che potrebbe portare alla violazione dei diritti umani e individuali delle persone sieropositive, rasentando l'omofobia.

Al Convegno annuale ci saranno due conferenze magistrali, delle sessioni di lavoro sul tema e anche le organizzazioni civili che si occupano della questione potranno dire la loro. Gli organizzatori si attendono circa mille e trecento persone che, causa crisi economica che non ha risparmiato il Messico, dovranno pensare in prima persona ai loro bisogni.

Foto | Eneas

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