I Finiani per ridisegnare la disciplina dei diritti nelle coppie, anche omosessuali


Che una certa destra stia virando – e di molto – verso temi che fino a qualche anno fa non erano nel loro dna, non è una novità. Probabilmente, come afferma la finiana Maria Ida Germontani “la società è cambiata e dobbiamo prenderne atto”. Più verosimilmente, gli indicatori politici della terza carica dello Stato, si sono modificati a favore di una più libera democrazia. Il presidente Gianfranco Fini, da qualche tempo ci sta abituando, su molti temi compreso quello omosessuale, ad una nuova visione e ad una nuova formulazione in termini di difesa e parità dei diritti.

Così un gruppo di parlamentari vicini all'ex presidente AN, ha deciso di presentare tre proposte di legge tra cui si inserisce quello sui diritti alle coppie di fatto omosessuali. Per fare questo si metterebbe mano addirittura alla Costituzione, modificando l'articolo 29 della Carta. Dice la senatrice Germontani:

È necessario aggiornare la Costituzione di fronte agli evidenti cambiamenti della società, per i quali non è più possibile chiudere gli occhi. Sono oltre 300 mila le coppie conviventi non coniugate oggi in Italia contro circa 15 milioni di sposate. Ma il numero è destinato ad aumentare di anno in anno.

La proposta di legge verrà presentata alla stampa oggi e capiremo un po' meglio di cosa si tratta. Ma non facciamoci illusioni. Disegni di legge di questo tipo ne sono stati presentati a iosa in questo come nelle precedenti legislature; tutte finite a impolverare gli egregi cassetti dei Palazzi. Nonostante ciò, l'iniziativa della senatrice Germontani è un buon passo, anche se, modificando l'articolo della Carta, nessuno potrà più avanzare diritto di matrimonialità se non si tratta di una coppia formata da un uomo e da una donna. Il disegno di legge questo lo afferma e sancisce.

Foto | Simone Ramella

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