Riot Queer, esponente del Punk Surrealism, assertore di una sessualità libera

Riot Queer, esponente del Punk Surrealism, assertore di una sessualità libera

Riot Queer è un giovane artista romano, esponente del Punk Surrealism, propugnatore di una bellezza ribelle e irregolare, che sa essere allo stesso tempo conturbante e pericolosa, macabra e seducente. In una recente intervista Riot Queer ha spiegato il perché del suo nome e il suo punto di vista su alcuni aspetti del movimento gay:

Mi dichiaro queer e sono per una sessualità libera da ogni forma di ghettizzazione sessuale. Ho frequentato da giovane la scena gay romana dell’attivismo sociale e politico e ne sono rimasto a dir poco sconvolto. Il socialismo è una nuova forma di glitter per gli omosessuali. Il Punk Surrealism invece ha un’apertura mentale che esclude totalmente ogni razzismo per scelte sessuali. Nel mio lavoro questo ha dato un aggettivo in più ai critici, che invece di dire “Odio quel punk di Riot Queer” possono proclamare “Odio quel frocio punk di Riot Queer”.

Ora Riot Queer arriva con la sua prima mostra personale in Italia, a Bari per la precisione, curata dal nostro Francesco Paolo Del Re. Il titolo della mostra è Riot Queer is dead. Just like a rock star e il vernissage – oggi pomeriggio alle 19,00 – sarà tutto da ballare, grazie a un imperdibile dj set a tema. L'appuntamento, per chi vorrà soffermarsi su una bellezza ribelle e irregolare, che sa essere allo stesso tempo conturbante e pericolosa, macabra e seducente, è presso la Galleria Fabrica Fluxus, fino all'11 dicembre.

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