Milano: "Necessario riconoscere i danni ai conviventi gay"

Milano: "Necessario riconoscere i danni ai conviventi gay" La corte della Nona sezione, a Milano, ha accolto l'istanza di un uomo che ha perso il proprio compagno, con cui conviveva, in un incidente stradale, a causa di un altro automobilista sotto processo. In caso di condanna dovrà essergli riconosciuto un "danno non patrimoniale".

Annamaria Gatto ha presieduto la corte e ha ammesso che, nonostante non vi sia in Italia un riconoscimento giuridico, riconosce le ragioni della parte civile. In Europa invece sono presenti tutele per chiedere un risarcimento in caso di morte, in una coppia gay. Per la donna infatti non ha importanza che il legame fosse di natura eterosessuale od omosessuale in caso di lesioni ad interessi inerenti alla persona:

"Non vi è dubbio che in capo al convivente, qualsiasi convivente, debba essere riconosciuto un interesse inerente la persona che giustifica la risarcibilità del danno non patrimoniale cagionato dal reato"

La storia in questione riguarda due uomini, che si erano conosciuti per la passione della musica: uno era un maestro di canto, l'altro il suo allievo. Il primo, purtroppo, ha perso la vita in un terribile incidente stradale mentre il secondo è sopravvissuto all'incidente. In udienza preliminare, i legali dell'uomo si erano visti respingere l'istanza. Ora invece bisognerà attendere la fine del processo per capire se all'uomo verrà riconosciuto un risarcimento e la sua entità.

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