Un Family Day in contemporanea al corteo Palermo Pride

In contemporanea al Gay Pride si terrà a Palermo una sorta di Family Day per dire noi all'equiparazione della famiglia tradizionale con le altre forme di famiglie.

Fecondazione assistita, norme sul disconoscimento e dietrologie sulle famiglie gay

Lo faranno, nel capoluogo siciliano, in contemporanea con il corteo Palermo Pride, che sfilerà festoso per le vie del Centro storico, un Family day nel nuovo spazio intitolata a Ninni Cassarà, la due giorni, 22 e 23 giugno prossimi, promossa da oltre quaranta associazioni laiche, cattoliche ed evangeliche, che mette al centro la famiglia naturale fondata sul matrimonio, prevede incontri, dibattiti e presentazioni di libri sul tema: “Family Day Palermo – Giornata della Famiglia”.

Spiega così le ragioni della manifestazione, Filippo Campo,  già protagonista della campagna SOS ragazzi,  presidente del comitato organizzatore:

Difendere la famiglia, oggi sempre più penalizzata, non vuol dire discriminare gli omosessuali, che, in quanto cittadini, hanno gli stessi diritti e doveri di tutti noi, ma, molto semplicemente, rivendicarne i diritti, così come garantiti dall’articolo 29 della stessa Costituzione. Noi riteniamo che, al contrario, sarebbe un’ingiusta discriminazione nei confronti del matrimonio e della famiglia, attribuire al fatto esclusivamente privato dell’unione tra persone dello stesso sesso un inedito status di diritto pubblico.

E continua:

Poiché il Gay Pride nazionale ha come suo ultimo scopo, espressamente dichiarato, l’equiparazione legale delle unioni omosessuali al matrimonio che, come abbiamo visto in Francia, è tutt’uno con il diritto all’adozione, abbiamo ritenuto essere nostro diritto/dovere dare vita ad un Comitato popolare che, facendo tesoro della grande mobilitazione popolare che ha coinvolto milioni di francesi, si facesse portavoce di quello che è il comune sentire di tantissimi siciliani e italiani: il matrimonio non può che essere costituito, per sua natura, dall’unione legittima tra un uomo e una donna. Invitiamo i papà e le mamme con i loro figli a partecipare alla loro festa, nello spirito di una due giorni di impegno civile e testimonianza.

In un comunicato divulgato dall'agenza stampa Adnkronos, le parole del Monsignor Calogero Peri delegato Cesi (Conferenza episcopale siciliana) per la famiglia e i giovani, si legge:

Ciascuna parola in questa occasione è equivocabile. La parola “contro”, soprattutto, è dannosa. La “Giornata” della famiglia non deve essere contro qualcuno, non è e non deve essere una manifestazione di muscoli o di forza. La logica del Vangelo, infatti, non è quella della lotta, ma è quella del sussurrare la verità alla ricerca sempre della più profonda verità dell'uomo. Vorrei che ci fosse la capacità di smetterla di fare fronti contrapposti. Nella storia la soluzione dei problemi non è mai stata nella lotta, ma nell'ascoltare l'altro, nel dire la verità. Certo, non bisogna rinunciare alla propria prospettiva ma bisogna affermarla come dono, come ricchezza.

Un intervento che puntualizzasse la coesistenza dei due tipi di famiglie vs diritti è stato al centro dell'intervento del presidente della Camera Laura Boldrini, al convegno Diritti LGBT, diritti umani, che ha aperto il Palermo Pride:

sostenere i diritti degli omosessuali non può e non deve essere in alcun modo contrapposto al sostegno verso la famiglia, la cui centralità non è assolutamente in discussione. Rafforzare le politiche a sostegno della famiglia è un’esigenza che sento forte. Tanto più in un momento in cui la crisi economica colpisce duramente. Ma questo non mi impedisce di ribadire la necessità di vedere rispettati anche i diritti delle comunità LGBT. Dare i diritti a qualcuno non significa toglierli ad altri.

Scrive Francesco Palazzo su LiveSicilia.it,

Sono andato a guardare la piattaforma politica sul sito palermopride.it/2013 e l'ho incrociata con quella del Family Day, che si svolgerà, volutamente, a Palermo, il 22 e il 23 prossimi. In questo volutamente c'è la profonda differenza politica tra i due eventi. Il Gay Pride non nasce in contrapposizione a qualcosa, il Family Day, sì. È vero che un rappresentante della conferenza episcopale siciliana ha voluto sottolineare che la manifestazione non è contro qualcuno. Ma, ancorché proveniente tale dichiarazione da una voce autorevole (ma isolata), tutto lascia presagire che così non è. Si è voluto mettere in scena una specie di derby a Palermo. La politica del Gay Pride? Dal mio punto di vista è una politica che tende ad allargare diritti e dunque la democrazia. Mentre, viceversa, mi sembra che l'atteggiamento del Family Day inviti a circoscrivere, a chiudere. La famiglia è bella, non vi è dubbio. Ci forma e ci protegge. E, quando è veramente sana, sa difendere e potenziare le differenze. Farne un fortino, scavando trincee, per salvaguardarla non si sa bene da cosa, visto che il Gay Pride non intende minacciarla in alcun modo, è un modo di fare incomprensibile. Come sanno bene quelle famiglie, composte da padre, madre e prole, che si trovano a vivere delle differenze sessuali che crescono e che chiedono, spesso implorano, solo di poter vivere dignitosamente. Preservando le proprie e le altrui libertà.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: