Sull’Everest per difendere i diritti gay: l’iniziativa di Cason Crane

Per lanciare un messaggio di speranza a tutti gli adolescenti lgbt, l'attivista Cason Crane scala le cime delle montagne più alte del mondo.

Sull’Everest per difendere i diritti gay: l’iniziativa di Cason Crane

Cason Crane è un viaggiatore, scalatore, avventuriero e attività gay dichiarato. Ha scelto un modo singolare per attirare l’attenzione sui diritti delle persone LGBTQ: scalare le montagne più alte di ogni continente. Recentemente ha conquistato l’Everest diventando, così, il primo scalatore gay dichiarato a piantare la bandiera rainbow su quella montagna. Sulla vetta del mondo, infatti, Cason Crane ha fatto sventolare la bandiera arcobaleno, in ricordo di tutte le persone lesbiche, gay, transessuali, bisessuali, queer, intersex che hanno sofferto discriminazione o sono state vittima di bullismo.

Crane si propone di scalare le sette montagne più alte del mondo all’interno del progetto The Rainbow Summits, iniziativa che intende trovare fondi per The Trevor Project, fondazione che si batte per evitare il suicidio tra gli adolescenti lgbtq. A tale progetto hanno aderito, nel corso del tempo, vari personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e anche della politica.

Cason Crane ha deciso di dar vita a questo progetto in ricordo di un amico e compagno di scuola e anche di Tyler Clementi, il ragazzo americano che si tolse la vita nel settembre 2010 dopo che il suo compagno di stanza all’università, la Rutgers, lo aveva ripreso mentre faceva sesso con un altro uomo e aveva pubblicato il video su Internet. Questi episodi hanno portato Cason a prendere coscienza che gli adolescenti LGBTQ sono quattro volte più propensi al suicidio che i loro coetanei eterosessuali. Desideroso di fare qualcosa, si è consigliato con i suoi genitori, che lo hanno spinto a coniugare la sua passione per le montagne e per l’avventura con l’attivismo. E così è nato The Rainbow Summits Project.

Via | Dos Manzanas
Foto | HP

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