Fermare la musica omofoba. Fermate Sizzla


Nei Rapporti di Amnesty International, la Giamaica viene descritta come un paese dove gli omosessuali non sono soltanto derisi ma uccisi. Capitò qualche anno fa ad un ragazzo che venne picchiato e inseguito fin dentro a una chiesa, dove pensava di trovare rifugio e salvezza. Fu raggiunto dai suoi carnefici e finito con un'arma da fuoco. Lì, in quella meravigliosa terra in cui si canta un musica di fratellanza, dai ritmi suadenti, l'omosessualità è bandita e uccisa. Tanti i cantanti reggae che inneggiano alla morte contro i gay nelle loro composizioni. Bounty Killer, ad esempio, che recitava "Fai un falò di froci e checche" o Capleton, che dava le stesse indicazioni omofobe.

Ora, in questi giorni, gira per l'Italia, un altro reggae man, Sizzla, anche lui dedito all'odio verso gli omosessuali. Tempo fa in un'area di August Town, che molti abitanti della comunità chiamano con il nome di "Sizzla Corner" fu ritrovato dalla polizia giamaicana un arsenale di armi. Sizzla fu accusato di detenzione e posseso illegale di armi. Sizzla, pseudonimo di Miguel Orlando Collins, pare sia stato eletto come il miglior erede di Bob Marley.

Nei giorni scorsi, il Gruppo Everyone, Arcigay e la rete per i Diritti gay, erano riusciti a bloccare il concerto di Sizzla a Roma e quello previto a Modugno (Bari). Stasera il cantante dovrebbe essere al Live Music Club di Trezzo sull’Adda, sempre che le autorità non decidano anche lì di vietare il concerto e certe istigazioni musicali all'odio omofobo. Sizzla nelle sue canzoni canta versi del genere: “Mi chiedo di scusarmi con i froci, scusarmi per cosa? Loro devono chiedere scusa a Dio!!! Si meritano colpi di pistola”, oppure “Venite fuori! Il sangue dei froci scorrerà! Verrete bruciati!” infine, “Noi non facciamo sesso con loro, Uccidiamo i froci e lasciamo che ritrovino i loro corpi”. Credo ce ne sia abbastanza per cacciare l'omofobo Sizzla.

Foto | reggaerevolution.it

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