L'Inghilterra premia chi si batte contro le discriminazioni glbt e bacchetta i bacchettoni


Sarebbe utile e bello copiare la splendida iniziativa organizzata dall'associazione omosessuale inglese Stonewall: dare un premio a quanti si sono battuti lealmente contro ogni forma di discriminazione verso le persone glbt. E darne anche, uno a titolo di scherno, a coloro che si sono contraddistinti per aver ostacolato cammini di civile libertà individuale e collettiva, a chi si è macchiato e persevera nella sua omofobia. Forse, in Italia, sarebbero i secondi a trionfare. Mestamente, s'intende!

Ma parliamo di quello che è avvenuto nel regno di Sua Maestà. Circa un mese fa, Jan Moir, editorialista del Daily Mail, aveva scritto un pezzo sulla scomparsa di Stephen Gately, star del gruppo musicale Boyzone. L'articolo fece infuriare la comunità glbt inglese i e tanti fans dell'artista, tanto da condurre la Moir a scrivere un secondo articolo in cui precisava che nulla di quello che aveva scritto avesse a che fare con la sessualità di Stephen. Voleva semplicemente capire di cosa fosse morto dopo la serata in discoteca col suo partner Andrew Cowles.

Evidentemente quel secondo articolo non era riuscito a sedare gli animi e le proteste, tanto da metterla in lizza per un premio non proprio d'affetto, da parte dello Stonewall. E così si è beccata il Bigot Stonewall of the Years Awards a pari merito con un certo padre John Owen che pare predichi che la maggior parte dei gay è pedofila.

La serata della cerimonia si è tenuta nei giorni scorsi al Victoria & Albert Museum di Londra e ha anche premiato coloro che difendono la comunità omosessuale, si battono contro le discriminazioni e mettono al servizio della comunità glbt la loro professionalità.
Tra i tanti, è stato proprio Andrew Cowles a ritirare un premio a nome dei Boyzone e a lui sono stati indirizzati gli applausi più entusiasti. Tra le categorie premiate dall'amministratore delegato dello Stonewall, Ben Summerskill, quella letteraria; lo sport, andato al motociclista Michael Hill; il giornalismo. Premiato il politico Ben Bradshaw, segretario di Stato per la Cultura, Media e Sport, e anche la rivista omosessuale G3.
Una occasione per dire alla Gran Bretagna e all'Europa che il rispetto premia, al di là di ogni statuetta, premia soprattutto la civiltà di un paese e quella dei suoi cittadini. Ecco perché auspico che qualcosa del genere possa succedere anche in Italia. Ma chi premiare e chi bocciare? Bel dilemma!

Foto e Fonte/Pinknews

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