Théophile de Viau, amante e poeta libertino

La vita romanzesca di un poeta che fece scandalo nella Francia del primo Seicento.

Théophile de Viau

Poeta, drammaturgo e libertino, Théophile de Viau (1590-1626) ha il fascino irresistibile dell’artista che non conosce mai mezze misure, sprona la vita al galoppo e svuota fino all’ultima goccia di vino il calice che gli è stato generosamente offerto. La sua esistenza movimentata, improntata ad un epicureismo tutto guizzi ed amori libertini (un atteggiamento che gli costò tuttavia anche una pesantissima condanna al rogo) mantiene inalterato, a distanza di quattrocento anni, tutto il suo fascino.

La sua bisessualità, che indubbiamente era nota a buona parte dei contemporanei (non per nulla il giovane Jacques la Vallée des Barreaux verrà chiamato da molti il vedovo de Viau), viene oggi ricostruita soprattutto attraverso la sua opera; quei versi di gusto rotondo e tutto volute che lo portarono ad un passo dalla morte.

Fortunatamente per lui, gli esecutori della condanna si limitarono a bruciare una sua effigie, mentre la pena veniva commutata in bando perpetuo. Amico del potente duca di Montmorency, il disinvolto poeta poté così trascorse in tutta tranquillità gli ultimi mesi della sua vita avventurosa a Chantilly, città-feudo del suo illustre mecenate.

Via | Elisa-rolle

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