Gay Pride Barletta 2013: in marcia per i diritti

Il 15 giugno a Barletta si terrà il Gay Pride della Puglia: il programma è ricco di eventi culturali e ricreativi.

Gay Pride Barletta 2013: in marcia per i diritti

Il Gay Pride torna in Puglia, a Barletta. Sono passati dieci anni da quando il Pride Nazionale si tenne a Bari e ora, grazie al lavoro incessante di tantissime associazioni e singoli attivisti coordinati dal direttivo di Arcigay Bat (promotore della manifestazione) la manifestazione dell’orgoglio omosessuale è di nuovo in Puglia. Certo, spiace per il mancato conferimento del patrocinio da parte del Commissario Prefettizio, ma la manifestazione si terrà lo stesso.

La settimana del Pride è iniziato lo scorso 8 giugno con tutta una serie di eventi culturali e ricreativi che hanno come scopo la sensibilizzazione delle persone sui diritti umani, perché di questo si parla in fin dei conti.

La sfilata per le vie della città è in programma per sabato 15 giugno: il raduno è al Parco Pride alle ore 16 e poi si partirà alle 17. Dopo il discorso di chiusura avrà inizio la festa ufficiale con l’inaugurazione estiva Babylon @Divinae Bay.

In marcia per i diritti

Il documento politico del Barletta Pride si concentra su un aspetto: i diritti non sono sottoposti alla contingenza:

Vogliono farci credere che il problema della sussistenza economica e dell’incombenza della crisi porti inevitabilmente a un restringimento dei diritti, ma è solo l’ennesima, deteriore e grottesca strategia per controllare le coscienze più deboli e spaventare i pavidi. Per estendere i diritti non bisogna allargare la spesa ma le menti e i cuori, i diritti non saranno mai un danno per una parte ma una risorsa per l’intero contesto civile.

Per questo il mondo dell’associazionismo lgbt è invitato a lavorare per far sì che le coscienze siano sempre sveglie:

Ora più che mai, associazionismo, militanza e testimonianza dell’orgoglio omosessuale e di tutte le minoranze sociali, culturali, etniche e religiose sono utili non solo a coloro che in passato erano considerati una “minoranza”, ma all’intera società. Infatti rappresentano un baluardo di coscienza civile nella deriva tecnico –economica che la realtà ci propone come surrogato di impegno civile. Coscienza e consapevolezza si respirano nei nostri circoli e di lì intendiamo far partire il “contagio” di quel battito d’ali che genererà la tempesta. Solo così spazzeremo via questa stucchevole, infinita preistoria della civiltà.

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