Gabriele Belli è il trans del Grande Fratello 10. E Signorini, intanto, su Maicol...

Gabriele Belli è il trans del Grande Fratello 10. E Signorini, intanto, su Maicol...Come avevano già anticipato i cugini di TvBlog, questa sera ha fatto l'ingresso nella casa del Grande fratello, il trans di cui non si fa che parlare ormai da una settimana circa: Gabriele Belli. 38 anni, nato a Roma, ma trasferitosi a Milano, lavora come magazziniere e nella sua clip introduttiva racconta della sua vita difficile, allevato da una nonna buona ma molto severa.

Si è innamorato a 18 anni, quando se ne è andato in America, con la donna per la quale ha avuto il suo primo grande amore fisico e mentale, Barbara. E rivedendo le vecchie foto di se stesso, di Elettra, il suo vero nome, è come se rivedesse una vecchia amica con la quale ha litigato e anche odiato tanto. Il suo ingresso nella casa è festoso, chiassoso e i coinquilini non si accorgono che Gabriele, alla nascita, era una donna.

Dopo averlo chiamato in confessionale, Alessia Marcuzzi lo pone di fronte ad una scelta: se dire la verità ai suoi compagni oppure tenere nascosta la cosa: "Lascio andare le cose come vanno... arriverà il momento da solo" è la risposta di Gabriele, che decide di tenere riserbo sulla sua storia. E Maicol...

Maicol ha avuto successo in questa settimana e ha l'immunità perchè indicato come il favorito da pubblico che l'ha votata, durante questi 7 giorni, decretandolo come il personaggio piaciuto maggiormente. Il clip della sua settimana ovviamente non poteva non essere "kitsch", con gridolini, balletti in pigiama, saltellare per casa, lamentele scherzose in confessionale e corse per la casa come fosse un cartoon.

E forse è anche questa la sua forza, essere un fumetto quasi vivente, un cartoon che con la sua energia, il suo essere esplosivo e sempre vitale, riesce a dare colore alla Casa e agli altri. Tutto fila liscio, tranne un piccolo passaggio che ho trovato un po' forzato. La Marcuzzi ammette di essere sorpresa che Maicol non sia mai riuscito a trovare lavoro nella sua città e Alfonso Signorini è ancora più stupito dalla cosa e non crede alle parole del giovane:

"Non credo ci siano discriminazoni nei negozi sui gay. Ci sono tantissimi negozi che assumono gay, le città sono piene! A questo non ci credo!"

Alt, Alfonso. A Milano, Roma e in altre grandi cittùà è così e concordo in pieno. Ma in una piccola cittadina (o grande paesello) non sempre la mentalità è così aperta nè c'è la lotta per "accaparrarsi il commesso gay" quando ci sono, magari, più Chiese che bar.

Foto | LeggoOnLine

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