A Mosca arrestati una ventina di attivisti per i diritti gay

La polizia russa ha arrestato diversi attivisti lgbt che manifestavano contro la legge che vieta la “propaganda omosessuale”.

Sul versante omofobo la Russia è sempre in primo piano. È di oggi la notizia che la polizia ha arrestato una ventina di attivisti lgbt nei pressi della Duma, la Camera bassa del Parlamento. I manifestanti stavano protestano contro la legge che vieta la propaganda omosessuale, norma che è stata poi approvata.

Secondo i suoi promotori la legge, che è già in vigore in alcune zone della Russia, serve a difendere i bambini dall’omosessualità che “nega i valori familiari tradizionali”. I trasgressori saranno puniti con multe fino a un milione di rubli, pari a 23.500 euro. Pene severe sono previste per chi fa propaganda via internet e per gli stranieri che potrebbero essere espulsi dalla Russia. La norma di per sé non vieta manifestazioni come il Pride, a patto che queste avvengano in luoghi non accessibili ai bambini (quindi: al chiuso). Dopo una prima lettura è stata cancellata l’espressione “propaganda omosessuale”.

Secondo Human Rights Watch la legge è, in realtà, una discriminazione bella e buona perché

prova a discriminare tra quello che appare rispettabile, chiamandolo “tradizione”, ma qualunque termine usi la legge, resta pur sempre una discriminazione una violazione dei diritti umani basilari delle persone LGBT.

Graeme Reid, direttore di Human Rights Watch per i diritti LGBT Graeme Reid ha commentato:

Tentare di escludere le persone lesbiche, gay, bisex e trans come “non tradizionali” è tentare dei renderli meno umani. È cinico ed è pericoloso.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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