La Liguria approva una legge regionale antidiscriminzione


Saranno gli ottimi postumi del Gay Pride; oppure una sana democrazia mentale dei consiglieri regionali di maggioranza. Fatto è che la Regione Liguria, ieri si è avvicinata istituzionalmente lla limitrofa Toscana e, cosa ancor più importante all'Europa, approvando una legge regionale contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

La normativa è passata con 20 voti a favore e 8 contrari. In questa legge sono normati diritti importanti come quello di assistenza al partner in ospedale, anche se purtroppo il tavolo di monitoraggio del governo aveva bocciato la proposta di inserire nella legge i trattamenti ormonali gratuiti per persone transessuali.

Vogliamo ringraziare la prima firmataria Cristina Morelli che ha lavorato assiduamente, assieme alle associazioni lgbt per costruire buona legge, e tutto il centrosinistra che la ha votata” – dichiara Lilia Mulas di ArciLesbica – “questa è una giornata importante, nonostante gli episodi di vergognosa omofobia di cui si sono resi responsabili i consiglieri di PDL e UDC che non hanno votato la legge.”

Gli episodi di cui parla la Mulas riguardano anche un consigliere, tal Plinio che si è detto convinto, sposando le famigerate tesi di Nicolosi, che le persone omosessuali vivono un disagio che può essere curato solo con una terapia.
A dare man forte a Plinio, un altro suo collega, Saso, che si è detto orgogliosamente omofobo e un altro Udc che ha rincarato la dose leggendo i presenti in aula la pregiudiziale di incostituzionalità che ha affossato la Legge Concia alla Camera e che contiene volgari e falsi paragoni tra l’omosessualità e zoofilia, pedofilia e incesto. In quel momento i rappresentanti delle Associazioni LGBT presenti sono usciti dall’aula.

Il clima culturale che il nostro paese sta vivendo non risparmia alcuna area geografica. Una certa politica ignorante e retrogada, di cui il nostro parlamento nazionale ne è stato esempio, legittima i comportamenti di odio e disprezzo di cui sono vittime le persone lgbt in Italia” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso – “auspichiamo che adesso il caso ligure possa risvegliare le coscienze.”

Foto/aLE

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