Ruoli e personaggi gay nei telefilm: Brian Kinney di "Queer As Folk"

Ruoli e personaggi gay nei telefilm: Brian Kinney di "Queer As Folk"

Diciamo che, oggi, diversamente da "Dawson's Creek" e "Desperate Housewives", non è difficile parlare di personaggi gay dato che questo telefilm ha proprio la popolazione Lgbt come il 90% dei protagonisti principali (escludendo pupi, poppanti e madri). Di "QueerAs Folk" esistono due versioni: l'originale inglese in due serie (la seconda nemmeno può considerarsi tale, dato le due scarse puntate dalle quali è composta) e quella americana che ha resistito per ben cinque lunghe stagioni.

Nel suo remake, i personaggi ovviamente evolvevano nel corso del tempo, della storia e degli anni. Partendo dal medesimo spunto, sopratutto dalla secondo serie in poi, la trama prendeva poi strade diverse. Ma ciò di cui voglio parlare in questo singolo post è Brian Kinney, il protagonista assoluto della serie. In entrambe le versioni (ma l'analisi di oggi verterà su quella americana) è strafottente, arrogante, a tratti misogino, ha scarsa considerazione delle lesbiche, scopa con ogni bel ragazzo che vede, non ha scrupoli, squali sul lavoro e predatore a letto, incrocia una storia tormentata con il bel Justin, un ragazzino appena maggiorenne, intorno al quale verterà la trama di quasi tutti gli episodi.

Brian non vuole legami, si trova suo malgrado coinvolto da questo adolescente idealista, del quale si innamorerà lentamente. Brian è l'uomo tutto d'un pezzo e inossidabile che in una corsia d'ospedale osserva, piangendo, una sciarpa insaguinata. E' colui che sbatte in faccia il proprio cinismo a tutti e che ha come amico un ragazzo gay, Michael, 'segretamente' e disperatamente innamorato di lui. Non sembra cedere mai, nemmeno di fronte ad una malattia imprevista che lo rende un umano come tanti altri e forse, ironicamente, rischiando di farlo sentire meno 'uomo'.

Brian ama il Babylon, la discoteca gay, punto di ritrovo della città, e spesso scende nella sua dark room dove tutti conoscono il suo nome. Per lui i ragazzi sono oggetti, solo carne da assaporare. Tutti, tranne Justin, colui che ama ma che non riesce, inevitabilmente, a non tradire. Non regge le coppie gay (a suo dire instabili e noiose), è padre quasi sempre assente ma presente nei momenti più importanti. Vive ogni sua giornata a 360 gradi, seguendo la velata regola del non avere mai rimpianti. Vuole tutto, subito, sempre. Per sempre.

Brian Kinney si sente un dio, forte, sicuro, inarrestabile. E voi, lo avete amato o molte volte vi ha infastidito con questo suo atteggiamento machista e per essere il portavoce di un rischioso luogo comune di gay che cambia amante ogni giorno?

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