Noi, il caso Marrazzo e il nuovo segretario Pd


Come ci hanno allenati da anni, dirigenti, altolocati, patronati, funzionari a marchio gay, schierati nel Pd, si son fatti vedere e hanno detto la loro sulle primarie che stanotte hanno investito Pierluigi Bersani a segretario nazionale. Come sempre, questi supporter sono andati a briglie sciolte, guardando poco i movimenti e molto una certa visibilità personale che li accreditasse tra coloro che si preparano a traghettare il Pd, come ha detto Bersani, da partito d'opposizione a partito di alternativa.

Che ci siano gay e lesbiche nel Pd è un bene, così come lo è la presenza negli altri partiti. Bisognerà vedere quanto, se, e come si spendono sul fronte dei diritti glbt. Diciamo che nel programma di Bersani, le questioni che interessano il popolo glbt, si leggevano a malapena tra le righe rispetto a quel che predicava il concorrente Ignazio Marino. Ma, mai disperare!

In questo nostro imbalsamato paese è oramai fuor di dubbio che se qualche legge di diritto si potrà fare a favore e dignità della nostra comunità, la si potrà promulgare con l'accoglienza e il voto bipartisan del Parlamento. E intanto che attendiamo, speriamo che qualcosa cambi anche nel tessuto sociale italico. Che i ragazzi la smettano col bullismo giovanile; che la si smetta con le aggressioni omofobe; che la si finisca una volta per tutte al ludibrio verso le persone transessuali e si diventi quel che da tempo dovrenmmo essere: uno Stato europeo.

Vi è nella nostra obsoleta società, una ipocrisia che sta diventando insopportabile, accompagnata da una falsa morale clericale - usata anche da chi si dice laico e laicista - per cui una certa sessualità è vergognosa, fa schifo, la si tiene apparentemente lontana, salvo abbeverarsene a profusione al calar delle tenebre. Virilità esibite a fianco di prosperose fanciulle, franano davanti a inconfessati desideri di amare il terzo sesso o quelli del proprio. Il caso Marrazzo che sta franando su Roma dice anche questo.
In Europa gli uomini politici non si scandalizzano e non scandalizzano nel mettere in piazza la loro omosessualità. Succede in Francia, in Germania dove un sindaco e un neo ministro si presentano agli appuntamenti ufficiali accompagnati dai rispettivi compagni e succede in tanti altri Stati del mondo. Questo machismo nostrano, da quattro soldi, fa solo vergognare.
Lo scrittore Pippo Del Bono, dice: "Il politico che si nasconde è direttamente responsabile del violento che aggredisce il gay. (...) Ma perché Boffo non dice: "io sono gay" Perché Marrazzo non dice: "Io sono gay". E dillo! (...) E' un atto di responsabilità, un atto politico fondamentale dichiararsi, da parte di tutte le persone che hanno potere. (...) C'è la mafia, c'è la camorra e nessuno si scandalizza. Poi ci scandalizziamo per la sessualità".
Non credo ci sia altro da aggiungere.

Foto/rift

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