Gay Pride Roma 2013, il percorso e la piattaforma politica

Gay Pride Roma 2013: quattro parole per rivendicare i propri diritti il 15 giugno. Gli obiettivi e il percorso della parata

Gay Pride Roma 2013 Grandi emozioni per il prossimo Gay Pride a Roma: il 2013 è stato un anno segnato da suicidi e aggressioni omofobe - per non parlare delle ultime dichiarazioni di qualche politico che proprio non sa tenere a freno la lingua - e la partecipazione alla parata rappresenta, come lo è sempre stato finora, un forte momento di rivendicazione: gay, lesbiche, trans ed eterosessuali si riuniranno per chiedere la tutela di diritti non ancora riconosciuti, quando in gran parte dell'Europa (si pensi alla Francia) sono stati fatti passi da gigante.

"Roma - si legge sul sito ufficiale della manifestazione - Roma deve essere una città aperta ed inclusiva, avanguardia di una democrazia capace di interagire con i cambiamenti sociali. Vogliamo liberarla da quelle cappe di integralismo e odio che troppo spesso ne deturpano il volto impedendole di assumere un ruolo di guida e di progresso".

Recentemente Alemanno si era schierato contro le unioni civili, mettendo in evidenza l'importanza che la presenza del Vaticano ha nella vita della Penisola e della capitale in particolare: il Cristianesimo è sicuramente alla base della nostra comunità - questo è storicamente e antropologicamente innegabile -, ma qualcuno avrebbe dovuto dire al sindaco uscente che politica e religione vanno tenute ben distinte: noi omosessuali non possiamo vedere schiacciati i nostri diritti, solo perché incompatibili con certi modi di pensare e agire che hanno fatto il loro tempo.

"Una rivoluzione pacifica di desideri, diritti, gioia, libertà, uguaglianza, amore, corpi, colori, vite, passioni, impegno e diversità che orgogliosamente sfileranno per la città - è questo ciò che auspicano gli organizzatori dell'evento -. Una rivoluzione festosa di autoaffermazione in una capitale europea che sappiamo pronta ad accoglierla, avendo dimostrato spesso un’apertura e una sensibilità alle rivendicazioni della comunità lesbica, gay, bisessuale, trans, queer e intersessuale (lgbtqi) più generosa di buona parte della classe politica di questo Paese".

Non sarà una processione, ovviamente: il Gay Pride ha la sua storia e il suo spirito; c'è chi ama partecipare spogliandosi - sui carri o chissà dove - e chi, invece, sfila semplicemente per gridare ai mass media la propria presenza: un po' tutti dovremmo esserci, anche se impossibilitati fisicamente, ma non dimenticando che la faccia va messa tutti i giorni e non soltanto in occasioni cosi importanti.

 

"Nell’ultimo anno - si legge ancora sul sito -, mentre in tanti Paesi sono state approvate o sono in discussione leggi che riconoscono il matrimonio egualitario per le coppie dello stesso sesso, le adozioni, l’omogenitorialità e altre norme sui diritti civili per le persone lgbtqi, l’Italia non ha fatto segnare alcun passo in avanti. [...] Pienezza di diritti, libertà, dignità e riconoscimenti, queste sono le richieste che le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali rivendicano con il Roma Pride 2013. Dopo anni di vane attese per tutte e tutti noi è giunto il momento di passare ai fatti senza più mediazioni, senza più rinunce, senza più tentennamenti.”

Con la speranza che la comunità italiana si mostri più aperta nei confronti delle diversità, che sono ricchezze e nient'altro, vi lasciamo al percorso del Pride (che si terrà il 15 giugno dalle 15 alle 16.30, a partire da Piazza della Repubblica):

 


  • Piazza della Repubblica

  • Piazza dei Cinquecento

  • Via Cavour

  • Piazza dell’Esquilino

  • Via Liberiana

  • Piazza Santa Maria Maggiore

  • Via Merulana

  • Largo Brancaccio

  • Via Labicana

  • Piazza del Colosseo

  • Via dei Fori Imperiali

  • Piazza Madonna di Loreto


Buon Roma Pride 2013 a tutti!

Via | RomaPride

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