Per la Cassazione imporre il divorzio per il cambio di sesso viola la Costituzione

Una sentenza importante quella della Corte di Cassazione che ritiene illegittimo il divorzio imposto nel caso uno dei due coniugi effettui un percorso di transizione di genere.

Per la Cassazione imporre il divorzio per il cambio di sesso è una violazione della Costituzione

La Corte di Cassazione ritiene che la legge n. 164 del 1982 sul cambiamento di sesso sia costituzionalmente illegittima nel prevedere lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi.

La Cassazione ha riaperto, quindi, il caso di Alessandra Bernaroli, che si era vista imporre il divorzio da sua moglie – prima dal Comune di Bologna e poi dalla Corte d’Appello – una volta completata la transizione dall'identità maschile a quella femminile. Tale imposizione è una violazione dell’articolo 29 della nostra Costituzione (che così recita: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”). Così commenta il sito Articolo 29 – Famiglia, orientamento sessuale, identità di genere:

Secondo la Suprema Corte il divorzio “imposto” ai coniugi contro la loro volontà configura «una compressione del tutto sproporzionata dei diritti della persona legati alla sfera relazionale intersoggettiva, mediante un’ingerenza statuale diretta», ancor più grave in quanto «neanche limitata al soggetto destinatario della pronuncia di rettificazione di attribuzione di sesso, ma estesa anche al coniuge, ancor più ingiustificatamente colpito da tale interferenza». Il divorzio “imposto”, insomma, «determina l’eliminazione “chirurgica” di una relazione stabile e continuativa che ha dato vita ad un nucleo familiare, costituzionalmente protetto dall’art. 29 Cost.».

L’avvocato Michele Giarratano – responsabile dello Sportello Legale del Cassero e co-difensore di Alessandra Bernaroli e sua moglie nei primi due gradi di giudizio – chiosa:

La Cassazione oggi ha affermato un principio di diritto elementare e che era stato stravolto dalla decisione della Corte di Appello di Bologna: le famiglie si fondano sull'amore e sul libero consenso tra le persone. Un divorzio imposto dallo Stato solleva gravi dubbi di costituzionalità, ed è per questo che la Suprema Corte ha rinviato la decisione alla Corte Costituzionale.

Dello stesso avviso anche il Consiglio direttivo de Il Cassero:

La sentenza della Cassazione addita come discriminatorio il provvedimento adottato verso Alessandra e la sua coniuge, sottolineando la condizione di privazione di diritti nella quale vivono in Italia le coppie formate di persone dello stesso sesso. È tempo che questa discriminazione sia eliminata una volta per tutte con l'estensione del matrimonio civile a tutte le coppie, eterosessuali ed omosessuali.

Foto | Di Blackcat (Opera propria) [CC-BY-SA-3.0], attraverso Wikimedia Commons

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