Minacciati dopo la denuncia i ragazzi aggrediti a Canicattì : "Vi lasciamo a terra morti..."

I ragazzi aggrediti a Canicattì minacciati dopo la denuncia: "Vi lasciamo a terra morti..."
Pochi giorni fa si è saputo dell'ennesima aggressione ai danni di due ragazzi gay, a Canicattì. E dopo la denuncia pubblica e lo sdegno che ha provocato, purtroppo, le cose non sono sicuramente migliorate per i protagonisti della vicenda.

Vincenzo e Calogero hanno solo sedici anni: non sono ancora maggiorenni e il loro amore è quello fresco, ancora innocente, che si è ritrovato ad essere criticato, violato, analizzato e offeso. Due coetanei li hanno aggrediti fuori da scuola, gridando la solita frase banale "Brutti froci!"; sono stati derisi e picchiati. Calogero è ancora in ospedale per una lesione al timpano, Vincenzo è col collarino. Hanno denunciato il tutto ai carabinieri e pochi giorni dopo la denuncia, sono arrivate telefonate anonime:

"Se non ritirate subito la denuncia la prossima volta che vi becchiamo a scuola vi lasciamo a terra morti"

In un'intervista de La Repubblica, il ragazzo ha risposto ad alcune domande, come il significato di avere paura ad un'età così giovane: sedici anni:

"Al pensiero di tornare in classe ho molta paura. Una volta sceso dal pullman che da Agrigento mi porta a Canicattì, infatti, devo percorrere un chilometro a piedi e non so cosa può succedermi intanto. Anche i miei genitori sono preoccupati. Se i carabinieri non fanno qualcosa per tutelarmi non so se continuerò ad andare in quella scuola. Al momento non mi sento protetto"

Vincenzo ha sempre cercato di minimizzare e di non dare peso alle varie battutine facili e alle derisioni di cui era vittima. Tutto questo fino a quando l'omofobia palpabile non è diventata violenza e sangue, in un qualsiasi giorno dopo scuola:

"Dopo la denuncia, il rischio è di essere ancora di più nel mirino. Ma era nostro dovere farlo. Fino ad allora mi sono sempre fatto una grande risata di fronte alle battutine spiacevoli e alle derisioni della gente... Sono molto scosso e abbattuto psicologicamente. In famiglia per fortuna vivo serenamente. I miei hanno anche conosciuto il ragazzo con cui sto da qualche mese. Questa cosa è stata un fulmine a ciel sereno che ha turbato la mia vita e ha iniziato a farmi vedere le cose con altri occhi. Spero che le cose saranno diverse per quel tempo. E che questa società smetta al più presto di considerare l´omosessualità come una malattia"

Un sedicenne e la semplicità di dire "Era nostro dovere farlo". Era loro dovere denunciare un'aggressione: quando l'intelligenza e la maturità non hanno età.

Foto | LiveSicilia

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