Testimonianza di omofobia sul lavoro al corteo del Torino Pride

Testimonianza di omofobia sul lavoro al Torino Pride Durante il corteo del Torino Pride convocato per protestare contro la bocciature della legge contro l'omofobia, è salito sul palco un ragazzo, con un cerotto sul naso, segno di percosse e armato di microfono e coraggio. E ha ammesso davanti a tutti la sua storia, ma non di soprusi in pubblico e per strada, o davanti a locali e discoteche. Alessandro è stato preso di mira sul posto di lavoro, in un ristorante in cui lavora come cuoco da agosto. Fin da subito, il giovane è stato al centro di battute volgari, insulti, con frasi come:

"Sei solo un frocio-finocchio. Qui bisognerebbe lavorare, non come fa qualcuno qui dentro che si guadagna da vivere facendo la prostituta. Avevo chiesto di poter stare in cucina senza donne, ma alla fine mi sono trovato con sole donne"

Ma venerdì la rabbia verbale si è trasformata in violenza fisica: il collega, dopo averlo vessato per settimane, è passato all'azione, colpendolo con una forte testata contro il naso e procurandogli la frattura del naso e la prognosi di quindici giorni. Tutto è avvenuto davanti ai proprietari a cui il ragazzo, esasperato, si era rivolto al termine dell'orario di lavoro, per mettergli di fronte ad una scelta: "Così non si può più andare avanti: scegliete o me o lui": a quel punto l'altro uomo l'ha raggiunto e l'ha colpito al volto.

E Alessandro, sabato, il giorno dopo l'aggressione, l'ha raccontato davanti a tutti, come testimonianza di qualcosa che non avviene solo per strada o davanti al locali, ma, purtroppo, anche sul luogo di lavoro. Posto in cui il tuo nemico è con te 8 ore al giorno, rendendo un incubo... quotidiano.

Foto | SpazioTorino

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