Annullato il primo matrimonio gay in Italia


Ce l'avevano fatta: erano riusciti , in Italia, a contrarre regolare matrimonio. Poi, ad uno degli sposi è venuta voglia di "autodenunciarsi" e, in un certo senso, di far emergere tutta quella ipocrisia di cui è intrisa la nostra odevole società. Protagonisti della storia, un bancario di 36 anni di nazionalità italiana e un consulente aziendale francese. I due erano corsi in California qualche mese prima che venisse fuori la storia del referendum abrogativo e si erano pacsati in Francia. Non restava che cambiare lo stato civile in Italia. Così fanno: mandano tutto l'incartamento al Consolato italiano in California che timbra e spedisce tutto al nostro Ministero degli Esteri che mette altri timbri e trasmette i documenti al comune dove l'italiano risulta come residente al'estero.

Fatta! Senonché , al ragazzo italiano viene la voglia di "svelare" il micidiale stratagemma e scrive a Repubblica.it, narrando tutta la vicenda. Apriti cielo. Quella stessa burocrazia che impiega anni per accontentare i suoi cittadini, fa lesto lesto a dissolvere il "matrimonio" dei due ragazzi che, comunque vadano le cose, seppur brevemente resterà il primo matrimonio gay riconosciuto.

"Inizialmente il mio compagno era titubante - dice a Repubblica uno degli "sposi" - io invece lo desideravo perché volevo sentirmi finalmente una persona 'normale', non più di serie B. Pensavo inoltre che la domanda di trascrizione in Italia mi sarebbe stata rifiutata: volevo ricorrere alla Corte europea dei Diritti del'Uomo, combattere una battaglia di civiltà".

Qualcosa comunque doveva capitare, ed è capitata. Arriva per posta una lettera indirizzata ai due, al Consolato parigino e a quello californiano dove si attesta che vi è stata una "erronea trascrizione di atto di matrimonio tra persone dello stesso sesso". Quindi: annullamento dello stesso! Che fossero così veloce all'annullo neppure il ragazzo se lo aspettava: nove giorni.
Ora, al di là dell'accaduto, pare che i due vogliano dare battaglia, così come sta succedendo ad altre coppie italiane sposate regolarmente al'estero dove è riconosciuto il matrimonio gay. Hanno così contattato l'avvocato Francesco Bilotta che da anni insieme a Certi Diritti combatte una lodevole battaglia per il pieno riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali. Insieme, propongono una specie di class action e sperano che qualcosa in questo ingessato paese riesca a smuoversi.

"Io sono un uomo, mio marito è un uomo. In Francia ci siamo pacsati, in America sposati, in Italia cosa siamo? A giudicare dalla lettera che mi è arrivata, solo un errore della burocrazia", dice sconsolato l'italiano.

Fonte/Repubblica.it

Foto/
sacherfire

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