Ignazio Marino, candidato sindaco di Roma: “Sì ai pari diritti”

Le dichiarazioni del neo candidato Sindaco, in vista del ballottaggio, Ignazio Marino, quello dall'head line romanesco "Daje!", sono state di questo tono.

Il candidato sindaco di Roma, Ignazio Marino: “Sì ai pari diritti”

Credo che gli omosessuali debbano assolutamente avere il riconoscimento degli stessi diritti garantiti alle altre persone. Non è possibile che in una città come Roma continuano a esserci delitti e reati dettati dall'omofobia. Nella mia città non voglio violenza e combatterò contro ogni forma di violenza soprattutto quelle più odiose: contro le donne, i bambini e i diritti delle persone.

Alla dichiarazione, pronunciata durante un faccia a faccia anzi un voce a voce radiofonico, con il Sindaco uscente Gianni Alemanno, al GR Parlamento, ha fatto seguito una concisa promessa, stavolta rilasciata ai microfoni di Repubblica Tv:

Il registro delle unioni civili è un atto importante e lo faremo anche a Roma. Ma è importante che questi temi vengano affrontati a livello nazionale.

Ribadendo, in buona sostanza, quanto dichiarato nel corso della trasmissione Un giorno da pecora, ormai quasi due anni fa, in tempi non sospetti.

Alemanno, che avanza, staccato da dodici punti di percentuali rispetto alla new entry Marino, sempre attraverso GR Parlamento ha fatto sapere:

Io penso che per tutelare i diritti delle persone bisogna assolutamente credere nel valore della libertà. Da questo punto di vista abbiamo le carte in regola: non abbiamo bloccato alcuna manifestazione, abbiamo accettato il gay pride a Roma e non ci sono stati problemi. Però, ed è un fatto fondamentale, la famiglia è quella scritta nella costituzione e la costituzione dice che la famiglia è quella tra uomo e donna che si prendono un impegno stabile e permanente nei confronti delle istituzioni. Quella è ciò che le istituzioni devono registrare, le altre sono cose rispettabili, ma sono altre cose e non vanno confuse con la famiglia. Io sono contrario ai registri fatti dai comuni. Sono un imbroglio. Noi abbiamo avuto municipi che hanno fatto il registro delle coppie di fatto e che nel giro di alcuni anni hanno avuto solo 48 coppie che sono andati a iscriversi, è  pure una presa in giro. Questo è un tema da parlamento nazionale, e non da comune.

Per tentare di smontare l'avanzata Marino, si è affiancato ad Alemanno Maurizio Gasparri, altro romano, altro ex esponente di AN, nonché ex vicepresidente del Senato, che ha paventato, a difesa del fortino, il voto dei cattolici.

Per capire il legame tra Ignazio Marino e il mondo cattolico, basta leggere cosa pensa il candidato sindaco in tema di vita e di famiglia. Le sue sono posizioni estreme e negative, e certamente non possono essere condivise dalla stragrande maggioranza dei cattolici che con Marino vedrebbero questi valori mortificati.

A questa presunta mancanza di appoggio da parte degli ambienti cattolici, Marino ha risposto così, affidando la replica ancora una volta a GR Parlamento:

Quest'idea ventilata anche dalla stampa di un pericolo Marino rispetto al voto cattolico a me fa sorridere. Non so quali patenti abbia il sindaco Alemanno per dare il voto sul cattolicesimo. Io personalmente ho frequentato personalità della statura di Carlo Maria Martini, con il quale ho scritto un libro, e credo di non avere bisogno di patenti di cattolicesimo da parte del sindaco Alemanno.

Via | Gay.it

  • shares
  • Mail