Cecchi Paone: "Facciamo le ronde arcobaleno”


Pare che molti media si siano svegliati dal torpore che li affligeva. Pare che ci sia audience intorno al tema dell'omofobia e i vari talk show ci si siano fiondati come miele alle api per far assaporare ai propri telespettatori idee di libertà, chissà, perché poi, onestamente, tutto resta come si è lasciato. E in mezzo a questo nuovo frastuono mediatico, trans e gay vengono ancora presi di mira da malintenzionati dalla subcultura omofoba.

Che fare? Beh, un'idea è venuta al docente dell’Università dell’Insubria e presentatore televisivo Alessandro Cecchi Paone, che l'ha spiegata in una intervista rilasciata a Varese News. Visto che si è tanto parlato e attuato in molti centri cittadini l'uso delle ronde per contrastare violenze e malaffare, perché non dare vita alle ronde arcobaleno?

«Prenderei spunto - dice Alessandro - dai movimenti difensivi storici, come l’organizzazione della comunità ebraica o di altre minoranze durante i loro eventi. Ci sono anche tanti bravissimi ragazzi omosessuali nelle forze dell’ordine o nei vigili del fuoco: sicuramente non potrebbero partecipare in prima persona, ma ci potrebbero dare consigli. Ovviamente stiamo parlando di movimenti difensivi, ma dobbiamo pur rispondere alla minaccia».

La fantasia in questi casi non manca. Ieri, la brava Barbara Alberti, aveva dato una sua ricetta: "Il consiglio che posso dare ai gay è di iscriversi in palestra e fare un bel corso di arti marziali". Insomma basta con il subire. Per la verità, i gay in palestra ci vanno, in massa, ma lo fanno a scopi assolutamente di grazia e piaceri. Vanno lì a modellare i corpi, a piacersi e farsi piacere, a scolpire michelangiolescamente i propri muscoli per esibirli in aderenti magliette nei locali e per strada. Certo, visto che ci sono, un'altra disciplina a difesa non sarebbe male.
Ma siamo davvero arrivati a questo? Per contrastare la violenza, servono le ronde arcobaleno e un full immersion in arti marziali? Probabilmente sì, o probabilmente no. Dite la vostra!
Di certo, arrivare a soluzioni extraparlamentari per difendere e difendersi dalle aggressioni a marchio omofobo è una sconfitta non solamente per noi, ma per questa società oramai tentata a difendersi con le proprie ragioni lasciando all'oblio le ragioni della comune convivenza e del rispetto. Senza contare l'obbligo istituzionale che ha lo Stato nel difendere e prevenire ogni violenza verso tutti i suoi cittadini. Tutti!
Non credo che la proposta di Alessandro venga presa in considerazione; non vedo ronde arcobaleno attuabili che a loro volta possono essere presi di mira da altre ronde o da un gruppo di facinorosi. Che scateniamo una guerra?
Lo Stato non può abdicare, seppure i suoi legislatori hanno deciso di mandare al macero una legge di protezione. Non si tratta di chi governa, ma di come una nazione vuol proteggere anche gay, lesbiche, transessuali. Se siamo oramai, come forse lo siamo già, alla codardia e al "fai da te" sul fronte della violenza come quello sulla difesa, forse allora il kung fu potrà aiutarci. Ma che Stato sarà più il nostro?

Foto/Old Fahion Cafe

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