Ancora violenza omofoba: un uomo aggredito a Napoli e una trans investita a Roma

La violenza contro trans, lesbiche e gay esiste da sempre, ma ora fa notizia più del solito e i media cavalcano gli episodi creando una vera e propria emergenza omofoba. Di questo siamo tutti consapevoli; ciononostante non riusciamo a restare indifferenti di fronte allo stillicidio costante, quasi quotidiano, di violenze, aggressioni, botte, intimidazioni, bravate che assurgono agli onori della cronaca. Le ultime vittime nella lista erano due minorenni aggrediti in Sicilia e una coppia infastidita a Roma.

Il bollettino di questa "guerra contro i gay", che i media contribuiscono ad alimentare ponendo l'accento sulle conseguenze estreme di un atteggiamento culturale discriminatorio e omofobo di lungo corso e permanente, registra oggi due nuovi casi. A Napoli un uomo, un insegnante, ha denunciato un'aggressione in metropolitana: ieri tre teste rasate gli hanno puntato contro i genitali un coltello, minacciandolo, perchè lo avevano identificato come gay. "Sei un ricchione, un putrido. Non urlare sennò sei morto", le belle, civili ed educate parole che l'aggredito si è sentito rivolgere.

Sempre ieri, inoltre, un ospedale romano ha prestato soccorso a una transgender inseguita e investita con un auto da due uomini, nel quartiere Eur. Stando ai testimoni dell'accaduto, la trans è stata presa di mira ed è fuggita fino a quando, travolta dal veicolo, è caduta, sbattendo la testa. Ha subito un intervento chirurgico. Ora qualcuno dovrà spiegarle che è proprio vero: secondo la legge italiana la transfobia e l'omofobia non meritano di essere perseguite, perchè non esisitono.

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