I gay russi delusi dalla mancata condanna all'omofobia di Hillary Clinton

I gay russi delusi dalla mancata condanna all\'omofobia di Hillary Clinton Che la Russia stia vivendo un periodo di feroce violenza omofobica è (purtroppo) ormai noto. Questo è il motivo principale per cui la visita di Hillary Clinton ha comunque fatto sperare in un discorso pubblico che condannasse apertamente ogni forma di violenza contro il popolo Lgbt. L'occasione c'è stata con il suo arrivo per l'inaugurazione di un momumento al poeta gay Walt Whitman, a Mosca, accompagnata dal sindaco Yuri Luzhkov.

Il poeta, morto nel 1892, si pensa sia gay o bisessuale come narrano i biografi, sebbene non vi siano tracce di una relazione con un altro uomo: il suo nome è spesso comunque legato alla cultura omosessuale. I gruppi gay hanno sperato fortemente, prima e durante il suo arrivo, che la Clinton approfittasse di quell'occasione per parlare alla Russia dei diritti Lgbt, ma purtroppo non è accaduto. Nikolai Alekseev, organizzatore del Gay Pride, in merito alla visita di Hilary, aveva così dichiarato, la settimana prima:

"Hillary Clinton avrà una buona possibilità di pubblicizzare pubblicamente la sua posizione sui diritti gay ai più importanti politici omofobici in Europa."

Ma purtroppo non è stato così:

Ieri la stampa associata, ha sottolineato laconicamente:

"Si presuppone che la Russia sia una democrazia e lei non ha detto nulla"

Foto | MyNews

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