Kate O'Brien, la voce dell'uguaglianza

I suoi romanzi furono spesso censurati, il suo nome inviso ai reazionari, ma la sua fama di scrittrice impegnata rimane ancora oggi uno esempio da seguire.

Kate O'Brien

Il successo della sua commedia "Distinguished villa" nella 1926, convinse Kate O’Brien (1897-1974) a dedicarsi a pieno ritmo alla scrittura. Una decisione felice, visto che solo qualche anno dopo, la giovane autrice si accaparrò il prestigiosissimo James Tait Black Prize con il romanzo d’esordio "Without my cloak".Una vera e propria consacrazione letteraria che catapultò la scrittrice irlandese su tutte le prime pagine. Seguì un periodo ricco di viaggi (soprattutto in Spagna, terra da lei amatissima), di incontri, di romanzi che facevano quasi inevitabilmente scandalo. Nel 1936 la censura vietò addirittura la pubblicazione di "Mary Lavell" sia in Inghilterra che nella penisola iberica.

La sue idee politiche filocomuniste, la sua presa di posizione a favore delle minoranze sessuali (quasi tutti i suoi romanzi ritraevano gay positivi e soddisfatti) la trasformarono in un facile bersaglio dei benpensanti del periodo. Indomita, la O’Brien continuò tuttavia ad operare fino alla morte per le cause che riteneva giuste, mobilitandosi per la guerra civile spagnola, sfidando la censura irlandese, scrivendo e parlando a più riprese contro ogni forma di prevaricazione, sopruso ed ingiustizia.

  • shares
  • Mail